Batteri resistenti agli antibiotici: Italia maglia nera in Europa

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batteri meningiteDall’ultimo rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che in particolare ha preso in esame la resistenza agli antimicrobici in batteri zoonotici ovvero trasmessi da animali ad esseri umani, animali e alimenti, emerge come l’esistenza di batteri sempre più resistenti agli antibiotici rischia di farci perdere un’arma che finora credevamo sicura per combattere e vincere le infezioni. A causa dell’uso fuori luogo e spesso scriteriato che ne è stato fatto non è più così perché i batteri hanno cominciato a sviluppare dei ceppi sempre più resistenti agli antibiotici. In particolare dal Rapporto risulta che è proprio l’Italia il Paese europeo che ha fatto registrare le maggiori percentuali di resistenza dei batteri verso quasi tutti gli antibiotici. A tal riguardo così si è espresso Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: “La resistenza agli antibiotici è un problema allarmante, potenzialmente drammatico, perchè cominciamo ad avere situazioni in cui i pazienti sono resistenti a quasi tutti gli antibiotici e questo vuol dire non avere più strumenti per curarli“. Ed ancora: “L’utilizzo inappropriato di questi farmaci sta determinando un vasto e rapido sviluppo di ceppi di batteri resistenti che avrà l’effetto di rendere difficile il trattamento di una gamma sempre più ampia di infezioni oggi abbastanza comuni e facili da contrarre“. Inoltre il nostro Paese detiene anche il record negativo dopo la Greca per quanto riguarda il maggior consumo di antibiotici in Europa. Si stima che un antibiotico su 5 venga usato in modo inappropriato. Gli stessi cellulari, smartphone e tablet, possono ospitare molti batteri, tuttavia per eliminare i batteri più comuni è sufficiente passare un panno in microfibra umido sui dispositivi mobili.

Per impedire lo sviluppo di nuove resistenze e vanificare quindi una delle più importanti scoperte della medicina, è necessario educare gli operatori sanitari ad un uso appropriato e consapevole di questi farmaci.