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Formazione professionale, dati negativi al Sud

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lavoro dati negativi sud

Una disoccupazione complessiva che supera ancora il 20 per cento, mentre i giovani che non trovano impiego sono più della metà degli isolani. Ancora, una media del 18 per cento di laureati trentenni, contro quella nazionale che supera il 25 per cento, e oltre la metà delle famiglie del territorio che ha un reddito annuo inferiore ai 18 mila euro, mentre la media nazionale si avvicina ai 30 mila.

I problemi in Sicilia. Questi sono solo alcuni degli indicatori economici che fanno preoccupare sullo stato di “salute” della Sicilia e dei suoi abitanti, giovani soprattutto, e che sono al centro di un forte dibattuto locale, concentrato soprattutto sul tema della formazione professionale. Sul banco degli imputati, per così dire, c’è soprattutto l’avviso 8/2016 della Regione, destinato all’attivazione di attività formative per lavoratori disoccupati e per impiegare i formatori, bloccato da una serie di veti e ricorsi incrociati, come peraltro già avvenuto nel 2011 e nel 2015.

La questione formativa. Il problema è serio perché si lega ai cosiddetti Oif, ovvero i corsi dell’Obbligo formativo che potrebbero creare delle opportunità di impiego per studenti in uscita dalla scuola secondaria inferiore in quanto più vicini alla domanda delle imprese del territorio. Merito di una maggiore attenzione all’integrazione scuola-lavoro e della possibilità di poter effettuare degli apprendistati in contemporanea allo studio.

Il mercato del lavoro siciliano. Insomma, se è vero che il lavoro non si crea per legge, il problema per la Sicilia sembra essere però anche la mancanza di un mercato del lavoro fluido e trasparente e di servizi all’impiego che possano dimostrarsi efficaci e capaci di intermediare tra domanda e offerta.

Il nodo della formazione. Eppure, anche da quanto evidenziato in apertura, la formazione delle figure professionali è quanto mai necessaria per accompagnare la crescita del sistema produttivo, e in questo senso l’alternativa più immediata è quella di provvedere da sé: non è un caso che sul territorio siciliano, e non solo, si stanno diffondendo sempre più corsi di formazione, promossi da vari enti e scuole, mentre sul Web sono presenti differenti piattaforme che offrono servizi in questa direzione. Uno dei casi più efficienti è teoremacorsi.com, portale informativo su corsi di formazione online, istruzione e corsi per diploma, che consente di trovare il corso più adatto alle proprie esigenze, sia in ambiente virtuale che nelle principali città italiane, Sicilia inclusa. 

Obiettivo futuro. In un contesto globale di forte trasformazione, dove la digitalizzazione sta avviando il passaggio definitivo all’Industria 4.0 caratterizzata da nuovi processi e tecniche, la Sicilia sembra rischiare davvero di “perdere il treno”. E, soprattutto, il rischio lo corrono i giovani che non trovano adeguate risposte sul territorio.

Le professioni in bilico. Le analisi degli esperti, inoltre, non lasciano spazio a interpretazioni: l’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro ha messo in evidenza che già negli ultimi cinque anni a livello italiano è partita la “rivoluzione” della trasformazione industriale, che ha provocato effetti importanti anche sul mercato del lavoro. Ovvero, i professionisti meno formati e qualificati, soprattutto se attivi in settori già in crisi come manifattura, edilizia e costruzioni, corrono il rischio di cedere il passo all’automazione.

E i profili su cui si investirà. Al contrario, ci sono alcuni profili che potrebbero conoscere un forte incremento e che, almeno nelle previsioni, potrebbero conoscere un grande successo: parliamo di impieghi in settori destinati a trainare l’economia del futuro prossimo, come quelli legati al turismo, al commercio, al trasporto e magazzinaggio e alla sanità privata, ma anche quelli altamente specializzati, che dovrebbero percepire in maniera inferiore l’impatto degli investimenti nell’automazione e nell’intelligenza artificiale.

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