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La vera storia del Quantitative Easing: rese note le minute del vertice Bce

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mario draghi italia

FRANCOFORTE- Il varo del Quantative Easing, con la riunione del 22 gennaio scorso, fu una vera “battaglia” in seno ai membri della Banca Centrale Europea. Una vittoria politica di Mario Draghi e dei suoi sostenitori interni, non priva di nette schermaglie con l’opposizione tedesca e nordeuropea in genere. E’ quanto emerge dalle minute rese note, una sorta di verbale di assemblea che pone in risalto un dato su tutti: il varo del Quantitative Easing, dato per probabile alla vigilia di quel vertice, non fu privo di ostacoli.

Mario Draghi annunciò in quella occasione anche la consistenza del suo “bazooka” (l’appellativo con cui i mass media erano soliti riferirsi al Quantitative Easing). Un pacchetto di quasi 1100 miliardi di euro da spalmarsi da qui al 2016. L’obiettivo del QE? Frenare la spirale deflazionistica in atto e sorreggere le economie europee in attesa che la tanto sospirata ripresa economica possa poggiarsi su basi più concrete.

L’opposizione principale al varo del Quantitative Easing non nasce dallo strumento in quanto tale, lo si evince chiaramente dalle dichiarazioni degli oppositori nella riunione del 22 gennaio.

Le perplessità maggiori, soprattutto in Germania, nascono sull’effettiva necessità di utilizzare in questo momento quello che viene definito uno strumento per periodi di estrema “emergenza”.

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