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Reperti archeologici rubati ritrovati in un agriturismo

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Non c’è paese in Italia, che non possa vantare una testimonianza artistica, spesso anche di valore, del proprio passato. In effetti l’Italia vanta uno dei maggiori patrimoni culturali al mondo, tuttavia la cultura in ogni sua forma, avvertita come appannaggio di pochi, non contribuisce alla formazione di valori identitari in cui riconoscersi. Questo caso di cronaca ne è l’emblematica dimostrazione.

In un casolare di Norcia adibito ad agriturismo sono stati ritrovati importanti reperti archeologi trafugati nel maggio del 2003 dalle catacombe di San Callisto. Si tratta di 11 frammenti di rilievi architettonici risalenti all’epoca romana di eccezionale pregio storico ed artistico del valore di oltre 200mila euro, ovvero della parte di un sarcofago decorato con scene di caccia.

A scoprirlo sono stati i Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Firenze, che hanno iniziato le indagini, a seguito di una segnalazione da parte della Soprintendenza archeologica umbra. I reperti archeologici sono stati rinvenuti in una abitazione privata a Norcia. La proprietaria dell’immobile, una romana sessantenne, è stata quindi denunciata per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e per la violazione in materia di ricerche archeologiche.

I reperti archeologici, che come accertato dai funzionari della Pontificia commissione a Roma, fanno parte di uno dei sarcofagi risalenti al periodo del II e III secolo dopo Cristo, sono stati quindi riconsegnati a Perugia alla Pontificia commissione di archelogia sacra.

Proseguono gli accertamenti per arrivare a ricostruire come è stato possibile mettere in “vendita” i reperti archeologici che sono finiti nell’abitazione privata di questa signora romana.

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