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Furti nelle case e rapine, il governo inasprisce le pene

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Angelino Alfano
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Angelino Alfano

Si preannuncia vita dura per i ladri. Il Consiglio dei Ministri ha avviato un giro di vite stabilendo l’aumento delle pene per determinata reati, quali furto con strappo, furto in abitazione e rapina. “Le pene per i furti in appartamento raddoppiano. Deciso in Cdm. Ora la legge su città sicure”– annuncia sul suo profilo Twitter Angelino Alfano. Sulla stessa lunghezza d’onda Nunzia De Girolamo, capogruppo di Area Popolare (Ncd-Udc): “#piu’sicurezza anche nelle nostre case! #Cdm decide di raddoppiare le pene per i furti in #casa. Ottimo lavoro @angealfa”.

L’inasprimento delle pene riguarda il furto in casa e con strappo, che passa da una condanna di 1-6 anni a 3-6 anni. Nel caso di aggravanti possono essere aggiunti altri 4 anni per un massimo di 10 anni. Per la rapina si passa da 3-10 anni a 4-10 anni. La pena può salire fino a 5-20 anni se si verificano i seguenti casi: quando c’è l’uso di armi; quando le persone agiscono in gruppo; se la vittima ha ritirato denaro presso sportelli della banca o della posta, oppure è over 65.

Al vaglio un inasprimento delle pene anche per quanto riguarda i furti relativi alle aziende. Il governo ha elaborato anche un decreto legislativo sulla tenuità del fatto, che invece prevede pene più miti. Potranno usufruire del provvedimento sulla tenuità reati minori quali furto semplice o disturbo della quiete pubblica, quando non siano continuativi ed il danno non sia particolarmente grave.

Chi compierà questi reati avrà una segnalazione nel casellario giudiziario evitando il carcere, con la garanzia che non lo ripeterà. Il danneggiato può comunque chiedere i risarcimenti in sede civile. Non usufruiranno del decreto di tenuità reati gravi quali: lesioni personali colpose e gravi, omicidio colposo, maltrattamenti in famiglia, sugli animali e lo stalking.

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