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Gnomi e fate nel fascicolo della Forestale

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Negli archivi della Forestale esiste un fascicolo rubricato con la dicitura “Gnomi e Fate dei boschi”. E’ stata la Adnkronos aver fatto questa scoperta di questo fascicolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali- Corpo Forestale dello Stato. In particolare in questo documento vengono raccolte tutte le testimonianze e le segnalazioni avvenute nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano.

Nel fascicolo è possibile leggere di strane segnalazioni dal carattere inquietante.

Ad esempio un bancario di Cesena in viaggio di notte con la moglie in auto nel corso di una sosta ha raccontato che “in viaggio di notte con la moglie per raggiungere la sua baita all’interno della Foresta della Lama, nell’Appennino forlivese. Costretto a fermare l’auto e a scendere dalla vettura per montare le catene da neve ha visto “qualcosa”, un essere dalla sembianze umane, carponi e intento a mangiare neve”. Alla testimonianza è allegata una foto, un po’ sfuocata, dove s’intravvede una figura simile ad un elfo accovacciata nella neve“.

Un altro testimone invece racconta di aver visto all’interno del Parco dell’Armina: “essere alto circa 25 centimetri che ritengo essere uno ‘gnomo’ dei boschi”, oltre alle fattezze fisiche aggiunge anche che indossava un caratteristico cappuccio rosso tipico degli gnomi

Insomma a volte i confini tra realtà e fantasia possono confondersi fino a rendersi indistinguibili, ed allora il classico pizzicotto sulla guancia ci viene in aiuto quando trasognati ci chiediamo: “Sogno o son desto?”. Gnomi, elfi e fate ed altre misteriose creature, figlie della nostra fantasia, la cui origine si perde nella notte dei tempi, potrebbero rappresentare anche una sorta di spirito del bosco. Insomma per dirla con Shakespeare: “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia“.

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