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Spazio, c’era acqua su Marte? Gli ultimi dati di Curiosity

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Marte, c'era acqua sul pianeta rosso: ricoperto da mari e fiumi 4,5 milioni di anni fa

C’era acqua su Marte e quindi l’esistenza e lo sviluppo di una qualche forma di vita sia pure a livelo microscopico? La domanda affascina da sempre cultori dello Spazio, esperti ma anche semplici curiosi appasionati di astronomia. Negli ultimi anni grazie al perfezionarsi delle tecnologie che consentono di reperire campioni del suolo marziano il quesito è sempre più vicino alla sua soluzione. In pratica stando agli ultimni dati raccolti dalla sonda Curiosity, sotto il suolo del Pianeta rosso potrebbe esserci dell’acqua molto salata. Lo studio è stato condotto da un team internazionale di ricecatori guidato da Javier-martin Torres dell’Istituto di Scienza di Terra di Granada. La sonda in particolare avrebbe individuato il perclorato di calcio, ovvero un composto inorganico in grado di assorbire il vapore acqueo dell’atmosfera e in grado di mantenere l’acqua allo stato liquido sotto forma di brina molto salata. In pratica queste nuove scoperte da parte dei ricercatori sono il frutto di un anno di osservazioni ottenute con la sonda Curiosity. Insomma il rinvenimento di questo tipo di sale confermerebbe le tracce di esistenza di un lago in cui si è imbattuta la sonda Curiosity nell’esplorare il cratere Gale, largo 154 chilometri. Per i ricercatori della Nasa si tratterebbe di un lago esistito milioni di anni fa quando l’atmosfera del Pianeta Rosso doveva essere molto più spessa e calda rispetto a quella attuale, condizioni che permettevano l’esistenza dell’acqua allo stato liquido. Così si è espresso Javie-Martin Torrres, uno degli autori della riceca: “L’acqua liquida è un requisito per la vita come noi la conosciamo, e un obiettivo per missioni di esplorazione su Marte“, ed ancora: “Le condizioni in prossimità della superficie dell’attuale sono difficilmente favorevoli per la vita microbica come noi la conosciamo“. Così ha commentato queta scoperta il geologo planetario Gian Gabriele Ori, direttore della Scuola Internazionale di Scienze Planetarie (Irsps) dell’università di Pescara: “La presenza del minerale potrebbe, secondo i ricercatori, portare ad accumuli di acqua ‘densa’ nella parte alta della crosta“. Tuttavia spiega il geologo: “In questo modo, secondo i ricercatori, potrebbero nascondersi sotto terra degli accumuli di un’acqua molto salata e densa simile a quella del Mar Morto. Non c’è però nessuna prova che questo fenomeno sia vero si tratta di una pura congettura. Ovvio che se poi con la trivella di ExoMars buchiamo e la troviamo, sì che cambia tutto“.

 

Una ipotesi al vaglio dei ricercatori è che Marte avrebbe perso la sua acqua a causa della perdita del campo magnetico che proteggeva il pianeta dalle radiazioni cosmiche provenienti dal sole. A questo link è possibile approfondire l’argomento oggetto dell’articolo.

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