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Calcio, Gullit sulla cessione del Milan ai cinesi: “E’ il futuro, ma spero che Silvio resti”

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Ruud Gullit
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Ruud Gullit

Questa stagione può considerarsi senz’altro di transizione per il Milan. Filippo Inzaghi, al suo primo anno da tecnico in prima squadra, non se la sta cavando male, sta facendo tutto quel che può col materiale umano a sua disposizione. A proposito della situazione attuale dei rossoneri si è espresso anche Ruud Gullit, presente a Shanghai per i Laureus Awards, che fece parte di quel Milan delle meraviglie che tra la fine degli anni 80′ e l’inizio dei primi anni 90′ fece incetta di coppe e di trofei. In particolare così ha commentato le voci riguardo alla cessione da parte di Berlusconi del pacchetto azionario rossonero a una cordata di imprenditori cinesi: “ll futuro è questo, in Inghilterra sono tante le società che hanno proprietarie stranieri. Penso che possa essere una buona cosa ma non credo che Berlusconi lascerà completamente il Milan. E’ il presidente più vincente di tutti i tempo, ha fatto cose straordinarie, spero che resti”.Inoltre spende anche qualche oarola di incoraggiamento su Inzaghi che si trova i  una situazione non proprio facile da gestire: “Non si può cambiare un allenatore all’anno, con Inzaghi non si deve ripetere quello che è stato fatto con Seedorf, gli si deve dare tempo“. Ed inoltre fa un raffronto impietoso del Milan attuale con quello ai suoi tempi: “In Italia ci sono stadi vecchi e pochi soldi. Il Milan ha dovuto vendere i suoi campioni ed ha deciso di lavorare sui giovani. Questa è la strada giusta ma servirà un po’ di tempo. Certo i tifosi rossoneri sono stati abituati bene in passato ma la squadra tornerà ai vertici“.

 

L’ex calciatore del Milan infine non manca di fare una disamina sul calcio italiano attuale e suoi problemi, indicando la Juve quale società maggiormente al passo dei cambiamenti: “La Juve prima giocava in uno stadio vecchio nel quale erano in 25mila ad andare a vedere le partite, ora ha uno stadio nuovo e si è creata una nuova atmosfera. Il problema è lì, in Italia i tifosi preferiscono vedere la partita da casa piuttosto che in impianti vecchi. La Juve ha tracciato la strada che tutti devono seguire anche per il Milan che gioca davanti a 20mila tifosi in uno stadio da 70mila“.

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