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L’Agenzia Spaziale Europea approva due progetti per la ricerca di un pianeta gemello

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Pianeta Terra
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Due nuovi progetti approvati dall’Agenzia spaziale europea (ESA) per la ricerca di un pianeta gemello lasciano emergere sullo sfondo un interrogativo che da sempre l’uomo si pone, riguardo alla presenza nell’universo, di altre forme di vita. I progetti approvati dall’ente rientrano nell’ambito della terza missione di classe media del programma ESA Cosmic-vision 2015-2025.

Riguardo alle modalità di attuazione del progetto si prevede il lancio nello Spazio di due satelliti: il satellite Cheops nel 2017 a cui seguirà nel 2024 il lancio di Plato. Lo scopo della missione è proprio l’esplorazione di zone incognite dell’universo alla ricerca di un pianeta gemello della terra.

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Anche il nostro Paese ha dato il suo contributo a questo ambizioso e importante progetto grazie alla numerosa presenza degli scienziati italiani dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF): i telescopi del satellite Plato sono stati infatti disegnati da Roberto Regazzoni, docente di ottica, assieme al suo gruppo di lavoro dell’Osservatorio di Padova.

Questi telescopi sono così potenti che riusciranno a scrutare la bellezza di 100mila stelle alla volta, ed il satellite Plato passerà al setaccio circa un milione di astri, alla ricerca di eventuali mondi attorno ad essi. Gli scienziati avranno quindi modo di osservare migliaia di sistemi extra-solari che potrebbero comprendere pianeti con caratteristiche simili al nostro, in grado quindi di ospitare forme di vita.

Pe chi volesse approfondire questi temi, il libro I pianeti extrasolari della scienziata Giovanna Tinetti, che è anche docente all’University College di Londra,  esamina minuziosamente tutti i passaggi che hanno portato all’approvazione di questo progetto di ricerca.

Riassumendo le tappe essenziali: nel 1995 la scoperta del pianeta Pegasi 51 b, incoraggiò il proseguimento degli studi nella ricerca di altri pianeti che potessero ospitare la vita. Inoltre nel libro si sottolinea l’importanza nello studiare l’atmosfera di questi pianeti per capire se c’è la possibilità di trovare acqua e quindi la presenza di qualche forma di vita.

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