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Febbre del Nilo, altri due casi nel Lodigiano: come prevenire il contagio

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Zanzara Febbre del Nilo

Nel Lodigiano c’è stato il ricovero di altri due uomini per la febbre del Nilo, un virus che viene trasmesso da questi insetti. I due pazienti, dell’età di 69 e 79 anni,  al momento del ricovero presentavano sintomi quali febbre molto alta, mal di testa, dolori diffusi e perdita della lucidità. Insomma tutti sintomi riconducibili all’encefalite che è la complicazione più temuta. Nel caso specifico la trasmissione è avvenuta da zanzare comuni, le Culex pipiens. D’altronde le zanzare, oltre che della febbre del Nilo, sono vettori di altre pericolose malattie infettive quali la dengue, la malaria. Nei giorni scorsi c’erano stati già altri due casi riconducibili a questa patologia. In tutto sono quindi quattro i casi di pazienti colpiti in questa zona del lodigiano. Marco Tinelli, il primario del reparto di Malattie infettive di Sant’Angelo Lodigiani, ha dichiarato che i pazienti ricoverati non corrono pericolo di vita tuttavia saranno tenuti sotto stretta osservazione. In ogni caso l’area dove abitano le due persone colpite dalla febbre del Nilo verrà sottoposta a una accurata disinfestazione e non è da escludere che l’Asl preveda altri interventi mirati di questo tipo.

 

Fondamentale anche in questi casi è sempre la prevenzione che parte dalla nostra quotidianeità: ad esempio in questo senso è buona norma cambiare l’acqua frequentemente agli abbeveratoi per gli animali domestici, svuotare i sottovasi delle piante ed i ristagni di acqua in genere perché costituiscono una sorta di serbatoio utlizzato dagli insetti per la loro proliferazione.

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