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Thumbtack, la startup da un miliardo di dollari

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Thumtak

L’idea di Marco Zappacosta, trentenne di origini abruzzesi, è semplice ma geniale: mettere in comunicazione chi offre e chi cerca un servizio. Così nasce l’americana Thumbtack. Thumbtack è un marketplace, ovvero un luogo di scambio virtuale dove si incontrano la domanda e l’offerta di servizi. Non c’è limite al tipo di attività che si può proporre o richiedere, purché rientri nella legalità: dalle ripetizioni di matematica per il proprio figlio all’arredatore che rimette a nuovo l’appartamento. Thumbtack consente di trovare facilmente una soluzione ai propri problemi, basta vivere sul territorio statunitense.

Come funziona

Sul sito i professionisti disposti a svolgere un lavoro nei tempi concordati incontrano virtualmente i potenziali clienti, fornendo loro un prezzo stimato e il proprio curriculum. Chi sta cercando qualcuno da “assumere” può sceglierlo facilmente in base al proprio budget di spesa e con l’aiuto di un sistema di valutazione, che ne garantisce affidabilità e competenza. La società di Thumbtack, www.thumbtack. ha sede a San Francisco ed è una startup di successo: il suo valore stimato è pari a 1,3 miliardi di dollari.

L’uomo dietro l’azienda

Nella Silicon Valley, l’area californiana dove si concentrano molte aziende di successo nel campo della tecnologia e di Internet, Thumbtack è l’unica startup che abbia superato il miliardo di dollari e che sia stata fondata da un italiano. Il suo nome è Marco Zappacosta, ha trent’anni ed è originario dell’Abruzzo. Laureato in neuroscienze, una volta conclusa l’università aveva una sola idea in mente: fondare un’azienda tutta sua.

Come nasce un’idea

«La prima domanda a cui ho dovuto rispondere è stata su cosa puntare — spiega Zappacosta in intervista rilasciata al Corriere della Sera. Con il mio socio americano abbiamo deciso per i servizi locali: centinaia di milioni di clienti e trenta milioni di professionisti che ogni anno producono servizi per mille miliardi di dollari. Il mercato è enorme ma dal punto di vista tecnologico la concorrenza era poca. Chi aveva bisogno di un professionista si limitava a cercarlo in Rete, magari attra verso gli annunci pubblicitari. Servizi come Yelp forniscono nomi, indirizzi e recensioni ma non ti mettono in contatto con il professionista».

Affrontare le avversità

Oggi Thumbtack va alla grande e viene voglia di importare il servizio anche qui in Italia, ma il viaggio di Marco Zappa-costa verso il successo non è tutto rosa e fiori. «Non è stato affatto semplice. Abbiamo cominciato nel 2009. ma i primi tentativi non sono andati per il verso giusto. L’idea era buona ma sbagliavamo il modo in cui la mettevamo in pratica. La difficoltà maggiore era la costruzione di una comunità nutrita di clienti e professionisti. L’errore era questo: chiedevamo ai professionisti di pagare un abbonamento di 24 dollari al mese in cambio del nostro servizio. Eliminato quell’ostacolo. le cose sono migliorate fin da subito. Oggi siamo arrivati a più di duecentomila professionisti divisi in centocinquanta categorie: pagano una tariffa solo quando vogliono proporsi a un potenziale cliente».

L’organizzazione conta

Thumbtack nel momento in cui scriviamo ha quattrocento addetti negli USA e seicento nelle Filippine per rispondere tempestivamente a chiamate ed email dei suoi iscritti. Sembrano tanti, ma è fondamentale che il servizio clienti funzioni alla perfezione. La città che usa di più Thumbtack è Dallas, in Texas. Seguono New York, Los Angeles e Atlanta, mentre San Francisco è al tredicesimo posto.

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