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Olio di palma bocciato dall’Efsa: contiene sostanze cancerogene

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Olio di Palma
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Olio di Palma

L’olio di palma viene impiegato quale ingrediente in moltissimi prodotti dell’industria alimentare a causa del suo basso costo. Questo olio per il 50% è composto da acidi grassi saturi (quasi esclusivamente acido palmitico), per il 40% da acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e per il restante 10% da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico). Il problema riguarda proprio l’elevata presenza di grassi saturi che tuttavia è contenuto non soltanto negli alimenti nel corso della loro trasformazione industriale, ma anche naturalmente nel latte e derivati, uova e carne. Stando a quanto emerso da una ricerca condotta dall’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, nell’olio di palma sarebbero presenti delle molecole pericolose per la nostra salute. In particolare si tratta di sostanze che si producono nel corso delle raffinazione degli oli vegetali ad alte temperature. D’altronde l’olio di palma si ritrova quale ingrediente di molti alimenti quali dolci e torte, merendine, biscotti e tanti altri prodotti da forno, per cui i bambini vi sono particolarmente esposti. Tre in particolare le sostanze incriminate: glicidil esteri degli acidi grassi (GE), 3-monocloropropandiolo (3-MCPD), 2-monocloropropandiolo (2-MCPD). Si tratta di elementi presenti in diversi oli e grassi ma in particolare lo sono nell’olio di palma. Per quanto riguarda il glicidolo gli esperti hanno concluso che sia genotossico e cancerogeno. In particolare l’esposizione ai GE dei bambini nutriti solo con alimenti per lattanti costituisce motivo di particolare preoccupazione, in quanto è fino a dieci volte quella che sarebbe considerata di lieve preoccupazione per la salute pubblica Per quanto riguarda invece i 3-MCPD e i 2-MCPD, si tratta di una questione di tollerabilità. Nel primo caso la dose giornaliera tollerabile (Dgt) è fissata  dall’Efsa a 0,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, tuttavia si tratta di una dose superata nelle prime fasce d’età, il che comporta un potenziale rischio per la salute perché nei test sugli animali ha prodotto un danno d’organo. Per quanto riguarda invece 2-MCPD, invece, “le informazioni tossicologiche sono tuttavia troppo limitate per stabilire un livello di sicurezza“. Uno studio condotto invece adll’Istituto Superiore di SAnità è giuntoa d altre conclusioni. Stando a questa ricerca riguardo le stime di assunzione di acidi grassi saturi, la popolazione generale adulta ne assume circa 27 grammi al giorno di grassi, con un apporto di olio di palma stimato tra 2,5 e 4,7 grammi. Mentre i bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni consumano circa 25 grammi al giorno di acidi grassi saturi, con un apporto di olio di palma tra 4,4 e 7,7 grammi. In ogni caso gli acidi grassi saturi presenti negli alimenti che compongono la nostra dieta, non dovrebbero superare il 10% delle calorie totali all’interno della nostra alimentazione. l’Istituto Superiore di Sanità conclude che il consumo dell’olio di palma non è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari nei soggetti normo-colesterolemici, normopeso, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi. Diverso il discorso nel caso invece di bambini, anziani, dislipidemici, obesi, pazienti con pregressi eventi cardiovascolari, ipertesi. In questi casi è bene contenere il consumo di alimenti che apportano elevate quantità di grassi saturi.

 

In parlamento è il Movimento 5stelle che sta conducendo uan vera e propria battaglia riguardo ai rischi per la salute derivanti dal consumo di olio di palma a causa dell’eccessiva presenza di grassi saturi.

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