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Euro 2016: Liga e Premier non fanno le nazionali

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Spagna e Inghilterra fuori dagli Europei. Dopo il flop in terra brasiliana il “tiki taka” spagnolo crolla sotto i colpi della nazionale di Conte. Orgoglio, coraggio ma anche giocate di qualità per l’Italia “operaia” di Antonio Conte. Gli azzurri sono tra le prime otto d’Europa ma l’appetito vien mangiando e Pellè e compagni hanno dimostrato di poter ribaltare qualsiasi pronostico. Con la Germania campione del Mondo sale ulteriormente il livello di difficoltà. I tedeschi hanno tante freccia al loro arco ma storicamente soffrono gli azzurri. Immaginare una nuova impresa non è solo atto di fede. Spagnoli a casa nonostante la stagione al top dei club (finale tutta spagnola in Champions e vittoria in Europa League). Più che il tramonto del “tiki taka” alla federazione spagnola è mancata un pizzico di lungimiranza. Dopo il fallimento mondiale bisognava dare il benservito a Del Bosque e cambiare registro. Così come l’Inghilterra doveva salutare Hogdson dopo il doppio fallimento (Euro 2012 e Mondiali 2014). Con la piccola Islanda la classe operaia va in Paradiso. Da quelle parti il campionato si gioca tra la primavera e l’estate e, sicuramente, molti giocatori sono arrivati in Francia al meglio della condizione e con meno stress rispetto a chi affronta campionato più stressanti.

 

 

 

Non è detto che gli islandesi non ci regalino altre sorprese. Un plauso a loro ed alla loro tifoseria. Qualcuno evidenzierà: fuori le nazionali espressioni della Liga e della Premier League, i due campionato più ricchi e reclamizzati. In realtà l’Europeo ha dimostrato, ancora una volta, che le Leghe sono un cosa le rappresentative nazionali altro.

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