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Il caso del ragazzo autistico cacciato dal B&B

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Autismo
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Volevano trascorrere qualche giorno di vacanza al mare ma purtroppo per una famiglia di Gorlago, che ha un figlio autistico di 21 anni le ferie non sono andate per il verso giusto. Così ha raccontato alla Stampa la madre Cristina Rizzi a proposito del trattamento ricevuto in un Bed and Breakfast dove questa famiglia bergamasca aveva deciso di trascorrere qualche giorno di relax al mare: “Il 27 luglio io e mio marito avevamo prenotato avvisando i titolari della struttura che si trattava di una prenotazione per tre adulti, di cui un ragazzo autistico. I gestori hanno confermato pur sapendo della patologia di mio figlio. A quel punto abbiamo versato la caparra e ci siamo preparati per il viaggio. L’8 agosto siamo partiti da Gorlago per Pietra Ligure”. In realtà questa vacanza dura appena 24 ore. Così spiega la madre del ragazzo autistico: “Dopo una giornata al mare ci siamo preparati per andare a letto. Ma verso le 22.30 sono iniziati i problemi. Fabio ha iniziato a camminare tra la camera e il bagno, ma senza creare disturbi come invece sostengono i gestori della struttura. La titolare, molto probabilmente sentendo i passi, ha bussato alla porta della camera invitandoci a far cambiare comportamento a Fabio. E se ciò non fosse avvenuto la mattina seguente avremmo dovuto lasciare la struttura. Tra l’altro il bed&breakfast è vicino ai binari. Chiedo: disturba di più mio figlio che cammina o il passaggio dei treni? Sta di fatto che dopo quella richiesta, che ci ha sconvolti, io e mio marito abbiamo deciso di tornarcene a casa. Una tirata fino a Gorlago ma è niente pur di rendere felice Fabio. Come ripeto, io non voglio speculare su mio figlio, ma sono pronta a ogni confronto”. Questa la risposta dei titolare del B&B su questa vicenda: “Noi non abbiamo cacciato nessuno, loro se ne sono andati dopo una prima discussione avvenuta in serata. Non hanno detto delle condizioni del figlio e che era una persona particolarmente problematica. Alla sera, quando sono rientrati, si è posizionato in bagno, con la porta aperta, urlando e pronunciando di continuo frasi ad alta voce. Una situazione insostenibile . In quel momento nella struttura non c’erano altri ospiti, ma il giorno seguente avevamo una prenotazione e per questo abbiamo semplicemente esposto il problema alla famiglia di Gorlago. La madre ha detto che non poteva controllare il figlio, che era così. Abbiamo detto di aspettare il giorno dopo e valutare, ma loro si sono inalberati, e dopo una discussione hanno preferito andarserse. La caparra è stata restituita ma quello che ci preme sottolineare è che non abbiamo cacciato nessuno. Ci dispiace, eravamo disponibili a trovare un’altra soluzione”. Intanto il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani ha preso contati con la famiglia invitandoli a tornare a spese del comune. Solidarietà nei confronti della famiglia bergamasca è stata espressa anche dall’Associazione Albergatori di Pietra Ligure: “Abbiamo appreso con dispiacere quanto accaduto alla famiglia bergamasca che ha soggiornato presso il B&B, anche noi siamo dispiaciuti e rammaricati per l’episodio. La nostra cittadina e le sue strutture ricettive sono da sempre aperte e disponibili ad accogliere tutti gli ospiti che desiderano trascorrere un periodo di vacanza in tranquillità, per godere appieno il nostro territorio e la peculiarità delle sue offerte.

 

Per questi obiettivi, in diretta sinergia con l’ufficio di informazioni e accoglienza turistica, è sempre stata attenta, aperta e sensibile anche a proporre e suggerire a tutti gli ospiti le migliori soluzioni di alloggiamento a seconda delle loro esigenze, siano essi famiglie, sportivi, coppie o altro ancora”.

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