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Aeroporto di Sibari: le ragioni dei Sindaci dell’area

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Siamo a Trebisacce dove i sindaci dell’Alto Jonio e della Sibaritide assieme a molti imprenditori turistici dell’area riprendono una battaglia che dura da 30 anni, quella a favore dell’aeroporto di Sibari.

Il tema è ormai ricorrente da almeno 30 anni, ebbene sì si sta parlando sempre di promozione di una determinata area della penisola italiana, e nello specifico se si torna indietro tale tema va avanti da quando era sindaco di Cassano l’ex Sen. Frasca. Costui già al tempo mise a disposizione un’area del Comune che si trovava vicino al Bivio degli Stompi, e fu in quell’area che venne proposto di realizzare l’aeroporto, è da quel tempo ormai lontano che esiste un progetto a firma dell’ing. Francesco Gatto.

Al fine di perorare tale causa e poter far ritornare il governo regionale sui suoi passi, un gruppo di persone delegate e di amministratori composta dal sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso, quello di Trebisacce Franco Mundo e quello di Villapiana Paolo Montalti assieme ad alcuni imprenditori turistici, tutti quanti sono stati rappresentati da Natale Falsetta di Corigliano ovvero il portavoce dell’associazione “LeAli per Cosenza” una mattina di pochi giorni fa hanno incontrato il prof. Francesco Russo, attualmente Assessore Regionale al Sistema della Logistica, Sistema Portuale Regionale e Sistema “Gioia Tauro”.

La discussione che si è andata profilando è stata serrata e le persone coinvolte hanno tentato di convincere l’assessore sulla necessità che questo progetto dedicato ad uno scalo aereo è da collocarsi effettivamente nelle Piana di Sibari al fine – secondo chi lo promuove e lo desidera – di riequilibrare il sistema aeroportuale regionale e anche affinché si consenta all’area della Calabria Settentrionale di sviluppare al meglio le sue forti potenzialità turistiche e infine per far sì di abbattere quello che viene considerato un isolamento storico nel quale versa l’area.

Oltre a tali obiettivi se ne aggiunge un altro.

Quello di riuscire a capitalizzare tali ricchezze dell’area e non solo di questa, ponendole in una chiave di tipo turistico, grazie anche alle ricche strutture alberghiere di cui dispone oltre che ai numerosi villaggi turistici. Queste strutture hanno oltre 20mila posti-letto che attualmente per come si configura la situazione nella quale versa il territorio, sono sostanzialmente sottoutilizzati, o talvolta anche inutilizzati, ciò avviene per la difficoltà ad inserirli all’interno dei circuiti turistici nazionali ed europei, secondo coloro che aspirano alla realizzazione del progetto, ciò avviene a causa delle barriere costituite dalle immense distanze dagli scali aerei di Lamezia, Bari, Brindisi e Crotone.

Di conseguenza i sindaci hanno tentato di convincere il prof. Russo e i Dirigenti del Dipartimento che gestisce e amministra, che tali condizioni di degrado nelle quali versa la Ferrovia Jonica, e in contemporanea gli enormi ritardi sull’adeguamento delle S.S. 106, assieme all’inutilizzo del Porto di Corigliano inteso come scalo-passeggeri, configurano il bisogno di realizzare uno scalo aereo così come è stato pensato e progettato e capace di assicurare un collegamento rapido con le città metropolitane nazionali ed europee dalle quali provengono i maggiori flussi turistici.

Questo è il progetto presentato assieme alle ragioni che lo sovraintendono.

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