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Patatine fritte: “alcune contengono sostanze cancerogene”

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Le patatine fritte a causa dei grassi contenutinon rappresentano certo l’alimento più indicato per chi vuole seguire una dieta sana e corretta. In realtà oltre al rischio di ingrassare nel consumo di questo alimento si cela un pericolo molto grave per la nostra salute. Una ricerca condotta dalla Studio ABR ha evidenziato che alcuni pacchi di patatine in busta contengono elevati livelli di Acrilammide, una sostanza ritenuta cancerogena. Lo studio ha riguardato un campione casuale di 6 marchi di patatine in commercio: dai risultati è emerso che ben 3 tipologie di patatine confezionate su 6, il 50%, contenevano una dose di alacrimmide (sostanza cancerogena come detto) superiore ai valori consigliati dall’Efs. La formazione di questa sostanza tossica per l’organismo si deve al processo di cottura ad alte temperature. Ma perchè le patatine fritte in busta ci piacciono così tanto? A spiegarlo è un gruppo di ricercatori dell’Università di Deakin il cui studio è stato pubblicato sul Journal of Nutrition. I ricercatori hanno analizzato un campione di 48 persone sane a cui per una volta a settimana per un mese è stato proposto un piatto di pasta sempre uguale nella quantità, salvo che per le dosi di grassi e sale. In pratica dallo studio è emerso che il piacere dei commensali, insieme a un incremento della fame, aumentasse all’aggiunta di sale, spingendoli a mangiare di più di circa l’11%. Questo risultato è stato raggiunto al di là della percentuale dei grassi contenuta nei cibi consumati.

 

Insomma il sale più che il cibo grasso, per il piacere che ci procura, ci spinge a mangiare di più, con tutte le conseguenze e i rischi per la salute che comporta una dieta a base di vivande eccessivamente sapide: obesità, pressione alta e arteriosclerosi.

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