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Ricercatrice italiana scopre bruco mangia-plastica

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Un bruco, la larva della farfalla Galleria mellonella, noto anche col nome di nome di camola del miele o tarma maggiore della cera, potrebbe contribuire a salvare il pianeta dall’inquinamento derivante dalla plastica. Tale bruco infatti ne è ghiotto e se ne ciba regolarmente. In particolare è quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Cantabria a Santander, in Spagna, e dell’Università di Cambridge, in Gran Bretagna. Ad accorgersi di questo animaletto e delle sue abitudini alimentari è la ricercatrice italiana in biologia molecolare nonché apicoltrice, Federica Bertocchini, affiliata al Cnr spagnolo e oggi all’Istituto di biomedicina di Cantabria, a Santander. I ricercatori hanno fatto un esperimento: circa 100 larve sono state poste accanto a una busta di plastica, dopo circa 40 minuti sono comparsi i primi bruchi. Ebbene nel giro di 14 ore il 13% della plastica risultava divorata dal vorace animaletto.

 

I ricercatori hanno osservato che se alla base di questo processo ci fosse un unico enzima allora “la sua riproduzione su larga scala utilizzando le biotecnologie sarebbe possibile”. In particolare ciò si rivelerebbe utile: “per liberare acque e suoli dalla grandissima quantità di buste di plastica finora accumulata”.

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