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Virginia Raggi: rischia il rinvio a giudizio ma non si dimette

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Virginia Raggi
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Virginia Raggi

La Sindaca di Roma, Virginia Raggi, rischia il rinvio a giudizio. Accusata di falso e abuso d’ufficio, la procura ha chiuso le indagini. Ciò significa che la Raggi dovrà affrontare probabilmente un processo per il “pacchetto nomine”. Lei dichiara di aver fatto tutto secondo le regole. Secondo, infatti, il procedimento seguito dai suoi predecessori e che nessuno ha mai contestato. E’ vero, infatti, che il Movimento 5 stelle è sotto i riflettori e polemiche. Alla Raggi sono contestati l’abuso d’ufficio riguardo a Salvatore Romeo facente capo alla segreteria politica e il falso per la nomina alla direzione del Turismo di Romeo Marra, fratello di Raffaele, ex braccio destro della Sindaca e ex capo del personale. La Raggi tuttavia dichiara di essere tranquilla, di seguire “il codice etico” e che non si dimetterà. Anzi continua nel suo progetto politico di risanare Roma. E lo farà chiedendo dei fondi  allo Stato. Per quanto riguarda i rifiuti ha dichiarato di essere contraria alle discariche e agli inceneritori e, quindi, punterà alla realizzazione di aree ecologiche. Sull’immigrazione ritiene utile cercare di controllare il fenomeno ed è pronta a regolarizzare i rifugiati. Ed, infine, sul caso Rom dichiara che usufruirà di fondi europei per il superamento dei campi. Chi avrà la possibilità si sostenterà da solo. Per i più svantaggiati ci saranno aiuti da fondi mai utilizzati.

 

Insomma la sindaca è determinata a mantenere le sue promesse nonostante la tempesta che sta vivendo ed è ottimista sul fatto che la sua innocenza emergerà perchè come ha dichiarato più volte non ha corrotto nessuno ne ha utilizzato procedure illegali.

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