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Alzheimer: oggi è possibile prevederlo 10 anni prima

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Cervello

Se fosse possibile prevedere 10 anni prima l’insorgenza dell’Alzheimer sarebbe anche possibile intervenire prima e quindi ottenere migliori risultati nel trattamento di questa patologia. Insomma se si risucisse a prevenirla, anticiparla sarebbe già un bel passo in avanti, considerando che a tutt’oggi per questa patolgia esistono solo cure che possano tutt’al più rallentarla. In particolare oggi grazie alle tecniche esistenti è possibile l’analisi dei fluidi cerebrospinali e l’imaging del cervello, che spiegano fino a che livelli il cervello è ricoperto dalle placche e quindi prevedere in modo ragionevolmente preciso chi è a rischio di sviluppare questa patologia neurodegenerativa nei successivi 10 anni. La nuova tecnica in particolare consente di distinguere tra cervelli normali e quelli di persone che invece presentano un lieve declino cognitivo che li porterà a sviluppare l’alzheimer nei 10 anni successivi. Questi importanti risultati sono stati ottenuti dai ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Bari e della locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

 

Lo studio ha già ricevuto menzioni dalla stampa internazionale relativa alla divulgazione scientifica, quale ad esempio News Scientist.

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