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Quando Google comprò Apple

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Google Apple

La notizia è di quelle che lasciano tutti con la bocca aperta. La fonte più che autorevole. L’impatto sulle Borse imprevedibile. Google compra Apple. Ma si tratta di una bufala che sembra aver convinto addirittura il servizio di informazioni del Nasdaq.

L’inaspettato

Possono tirare un sospiro di sollievo gli azionisti Apple, che possono monitorare l’andamento del titolo della regina della Silicon Valley grazie al portale Fissovariabile.it. Apple non sarà acquistata da Google. La notizia che ha fatto tremare il mondo dei giganti statunitensi, infatti, è stata presto derubricata a fake news ma non è certo passata inosservata. Lo scorso 10 ottobre, infatti, Newswires, servizio di informazioni di Dow Jones dove passano in anteprima le notizie relative alle aziende quotate sulle Piazza a stelle e strisce, batte una notizia relativa a una trattativa, in fase particolarmente avanzata, che porterebbe il marchio più noto al mondo di computer, tablet e smartphone nelle mani del re indiscusso dei motori di ricerca sul web, attraverso l’acquisto da parte di Alphabet. Tutto vero? Assolutamente no.

Tutti i dettagli

L’agenzia di stampa finanziaria statunitense non si è limitata a riportare lo scoop, ma ne ha svelato anche tutti i dettagli. Secondo quanto messo in rete, infatti, la somma che avrebbe portato al completamento dell’operazione sarebbe stata quasi pari a 9 miliardi di dollari. E notizia nella notizia, a dettare il passaggio di consegne, per una cifra non particolarmente alta se si pensa solo a operazioni recenti con volumi ben diversi, come l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook, sarebbero state proprio le ultime volontà di Steve Jobs. Il padre di Apple, dell’Mac e dell’iPhone, infatti, avrebbe indicato nel suo testamento la volontà e le procedure per procedere alla cessione di Apple a Google. Secondo il take d iagenzia, negli ulimi mesi di vita Jobs avrebbe incontrato in diverse occasioni Larry Page (cofondatore di Google) proprio per limare i dettagli dell’affare. L’autorevolezza della fonte, una delle principali agenzie di stampa finanziaria al mondo, ha dato credito da sola a una notizia che nessuno avrebbe immaginato potesse esser vera in altri contesti. Qualche dubbio è quindi sorto, la perplessità è il sentimento che ha invaso prima i giornalisti che hanno ricevuto la sconvolgente notizia. In realtà, l’errore è durato poco. Dow Jones, infatti, ha rimosso i lanci errati in pochi minuti e ha diramato una nota nella quale ha invitato gli utenti a non tenere conto di tutti i lanci d’agenzia pubblicati fra le 9.34 e le 9.36, parlando di errori tecnici. Il danno, però, è stato fatto e una notizia così sensazionale non poteva non diventare argomento notiziabile. Anche se derubricata immediatamente a fake news, l’impatto di questa storia sulle azioni dei giganti made in Usa è stato immediato. Subito dopo i take di agenzia, infatti le azioni di Apple sono cresciute di circa due dollari, per poi tornare alla quota iniziale pochi minuti dopo.

Le ragioni di un errore

Ma come è possibile che Dow Jones sia incappata in un errore così grossolano? Sembra essersi trattato solo di un errore tecnico, probabilmente dovuto ad un test di prova. Molto probabilmente si è trattato di placeholder che non avrebbe mai dovuto finire in rete.

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