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Tumori: nuove prospettive di cura con le nanoparticelle

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Una delle novità più interessanti degli ultimi anni per quanto riguarda la lotta ai tumori è rappresentata dall’impiego delle nanoparticelle. In questo senso i ricercatori dell’istituto italiano di tecnologia (Lit) Genova, il cui progetto è stato finanziato dal consiglio europeo della ricerca (ERc), hanno impiegato delle nanoparticelle per attaccare il glioblastoma multiforme, che è il tumore più aggressivo che colpisce il cervello. La ricerca ha come obiettivo di potenziare l’efficacaia farmaci ‘intelligenti’ in grado di agire selettivamente solo sui tessuti colpiti dalle cellule cancerogene senza danneggiare quelli sani.  Queste nanoparticelle sono state sperimentate in laboratorio su diverse patologie tumorali per combinare la chemioterapia e l’immunoterapia allo scopo sia di aggredire i tumori con i farmaci e al contempo stimolare la risposta del sistema immunitario contro il tumore stesso. Le nanoparticelle possono quindi diventare soffici o dure come delle porzioni di osso a seconda dello scopo da raggiungere. Nel primo caso la sofficità ha l’obiettivo di trarre in inganno il sistema immunitario, in quanto sfuggendo al controllo dello stesso, riescono a trasportare il farmaco anti-tumorale direttamente all’interno delle cellule cancerose. La rigidità invece serve alle nanoparticelle per essere riconosciute dai macrofagi, cellule del sistema immunitario in grado letteralmente di fagocitare (mangiare) gli elementi estranei.

 

In tal modo le nanoparticelle possono trasportare i farmaci all’interno dei macrofagi, che quindi rappresentano un’opzione in più nella terapia contro i tumori.

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