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Donne dopo i 50 anni a rischio infarto: sintomi sottovalutati

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cuore infarto trattamento uomini e donne

Stando alla stima dell’Osservatorio Nazionale salute una donna su due dopo i 50 anni è maggiormente a rischio infarto dopo i 50 anni. In particolare per le donne che abbiano superato i 50 anni di età le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità e disabilità. In particolare le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte per le donne in  menopausa. Ciò accade perché con la menopausa viene meno il fattore protettivo derivante dagli estrogeni sull’apparato cardiovascolare. I fattori di rischio per l’insorgere dell’infarto nella donna dopo i 50 anni in particolare sono rappresentati da vita sedentaria, fumo, troppo lavoro, dieta ipercalorica, diabete, pressione alta. In particolare stando a uno studio condotto dall’Univesità di Bologna presentata al simposio annuale dell’American College of Cardiology a San Diego, in California, è risultato che le donne colpite da infarto abbiano una probablità quasi doppia di morire, in ospedale, rispetto agli uomini, con una incidenza di decessi che tocca il 12% rispetto al 6% degli uomini. Questa maggiore probabilità delle donne di morire a causa di un infarto si deve al fatto che il gentil sesso tende a sottavalutare i sintomi dell’attacco cardiaco, che essendo più sfumati rispetto a quello maschile, viene più facilmente confuso con altre patologie. In sostanza a causa di questa sottovalutazione dei sintomi, le donne impiegano troppo tempo prima prima di chiamare i soccorsi e quindi di ricevere una adeguata assistenza medica.

 

La differente percentuale di probabilità di morire a causa di un infarto tra uomini e donne si spiega proprio col fatto che queste ultime sottovalutando i sintomi con cui si manifesta un attacco cardiaco, ricevono in ritardo il trattamento che invece potrebbe salvarle se si recassero tempestivamente in ospedale.

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