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Intervista ad Emanuele Campasano, vincitore del premio letterario allo Spazio Torchio

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A distanza di oltre un anno abbiamo avuto nuovamente il piacere di avere ai nostri microfoni Emanuele Campasano, lo scrittore “on the road” che rappresentò un vero e proprio crack della letteratura con il suo romanzo “Impossible”, in cui raccontava il suo rocambolesco incontro con Vasco Rossi. Oggi lo scrittore partenopeo continua il suo percorso di crescita, e recentemente è ritornato nuovamente alle luci della ribalta grazie alla vittoria del concorso letterario allo Spazio Torchio a Somma Vesuviana tenutosi lo scorso 20 gennaio, nella categoria “poesia più simpatica”. Esattamente come la scrittura del libro “Impossible”, anche la partecipazione a questo concorso nasce per scherzo, quasi come se fosse una provocazione. Campasano esordisce così: “La poesia con cui ho vinto, “Un astemio alcolizzato”, in realtà è un estratto del mio prossimo libro “I sogni, le sbronze e le stronze” che è ancora in lavorazione. Quando ho letto di questo concorso ho deciso di partecipare per gioco, non seguo nessuna metrica particolare e quindi non mi aspettavo assolutamente di vincere. C’erano grandi letterati, professori, scrittori, filosofi, insomma gente di un certo livello ed anzi pensavo solo di fare la comparsa”.

 

All’annuncio del vincitore però, appunto Emanuele Campasano con “Un astemio alcolizzato”, la sorpresa in sala è stata grande. “Sì– prosegue Campasano- il primo ad essere sorpreso sono stato proprio io, pensavo fosse uno scherzo. Gli organizzatori mi hanno spiegato che la poesia ha vinto non tanto perché fosse divertente, ma perché pur sembrando ironica in realtà ha saputo mascherare un messaggio molto più profondo di quanto l’ossimoro del titolo facesse pensare. A tal proposito ringrazio di cuore Imma Pone e Niko Mucci per avermi dato questa possibilità”.

In riferimento alla poesia lo scrittore napoletano non ci vuole svelare la sua vera fonte ispiratrice: “Dietro qualsiasi forma di arte c’è sempre una qualche forma d’amore. Per questo motivo quando si crea arte, in generale, dietro c’è sempre qualche musa ispiratrice. Per quanto riguarda gli scrittori i miei riferimenti principali sono Bukowski, Dostoevskij, Hemingway, Fante e Guy de Maupassant”.

Da “Impossible” ad oggi è passato oltre un anno, quindi c’è da chiedersi com’è cambiato artisticamente ed umanamente Emanuele Campasano. “Da un punto di vista artistico– spiega Campasano- l’incremento dei lettori mi ha inevitabilmente fatto crescere e mi dà delle responsabilità, ma alla fine non mi sento mai pronto. Non sono un finto modesto, ma in questo mondo mi sento sempre un pesce fuor d’acqua. Quando facevo lo speaker parlavo senza problemi dinanzi ad una platea di migliaia di persone, mentre per leggere la mia poesia davanti ad un pubblico più ristretto mi sono terribilmente emozionato. Scrivo perché sento il bisogno di farlo, e come sosteneva De André (scusatemi il paragone!) oltre che scrivere, non posso aggiungere altro nelle interviste… Tutto quello che ho da dire lo metto in quello che scrivo. Umanamente ho ricevuto più gratificazioni in 2 anni che in più di 10 anni d’azienda!”.

In attesa del prossimo libro di Campasano, “I sogni, le sbronze e le stronze” (che l’autore promette di finire quanto prima”, vi invitiamo a seguire la pagina ufficiale di Facebook di Emanuele Campasano, dove c’è anche il video della poesia, al seguente link >>> https://www.facebook.com/EmanueleCampasanoOfficialPage/videos/10154111491917804/.

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