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Psicosi ragno violino: allarmismo ingiustificato

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Il caso dell’uomo, un vigile di Terni di 59 anni morso dal ragno violino che ha rischiato l’amputazione del braccio, ha generato un certo allarmismo che tuttavia non sembra giustificato. L’uomo intanto si è salvato grazie alla somministrazione di una terapia antibiotica nel reparto di malattie infettive nell’ospedale di Terni. Il ragno di cui parliamo noto anche come ragno violino per una macchia al centro del torace che ricorda lo strumento musicale, è un aracnide molto piccolo il cui nome scientifico è Loxosceles rufescens. Si tratta di una specie di ragni molto schiva e solitaria, che può attaccare solo se si sente minacciata. Dopo la puntura non si avverte dolore, per cui ce ne si può accorgere soltanto ore dopo, quando compaiono i primi segni della lesione che possono consistere nel gonfiore della zona colpita che può ulcerarsi e andare incontro a necrosi. Anche la presenza dei batteri anaerobi presenti nel veleno possono favorire la liquefazione dei tessuti.  Le persone che soffrono di reazioni allergiche potrebbero sviluppare un’ulcera che prende il nome di loxoscelismo, ma anche questa è una evenienza quanto mai rara. Più a rischio sono i soggetti in sovrappeso che possono sviluppare necrosi profonde.

 

In conclusione è vero che si può morire per la puntura di un ragno violino, come lo è altrettanto che anche la puntura di un insetto in certe circostanze può risultare fatale, ma ciò non toglie che si tratta di casi estremamente rari.

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