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Protesi al seno e rischio di un raro tumore: le cose da sapere

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Protesi mammella
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Protesi mammella

Le protesi al seno, stando a una ricerca condotta International Consortium of Investigative Journalists, potrebbero aumentare le probabilità di sviluppare un raro tumore al seno.

Protesi al seno e rischio tumore:

In particolare riguardo all’esistenza di un legame tra la  protesi al seno e il rischio di sviluppare un linfoma a grandi cellule anaplastico, un raro tumore, sono sempre più gli studi che riconoscono una correlazione. In questo senso le autorità francesi hanno raccomandato alle donne di non farsi impiantare protesi con silicone ruvido, mentre quelle britanniche hanno cominciato ad indagare sul problema pur senza dare indicazioni precise. Suzanne Turner dell’Università di Cambridge così ha dichiarato alla Bbc:”Il possibile legame con il tumore ci preoccupa. Il rischio è piccolo ma è un rischio su cui dovremmo investigare e di cui dovremmo essere informati”. In particolare stando a quanto emerge da questa inchiesta, dai dati britannici il linfoma si presenterebbe in uno su 24mila impianti.

Chirurgia plastica al seno: i pericoli che possono verificarsi

La plastica al seno è un intervento che si sta diffondendo sempre di più sia in Italia che nel resto del mondo. Già ragazze giovanissime, appena maggiorenni, vogliono avere un seno più prosperoso di quello donato da madre natura, e sta diventando quasi un intervento di routine. Ma i rischi sono sempre dietro l’angolo. I principali pericoli sono legati al secondo intervento, che può comportare complicazioni impreviste, e difficilmente gestibili soprattutto se il chirurgo non è particolarmente esperto. Quindi non bisogna farsi ingolosire da prezzi bassi e da operazioni low cost. Per questo intervento, chiamato tecnicamente mastoplastica additiva, meglio rivolgersi ad un professionista ben affermato. Altro rischio è la contrattura capsulare, vale a dire l’indurimento del seno, con un’incidenza che va dall’1 al 2%. Può dipendere da infezioni o dalla contaminazione delle capsule con materiale esterno. Per risolvere tale intoppo bisogna rimuovere la protesi ed inserirne un’altra. Altro rischio è che nei primi due mesi dopo l’intervento la protesi si sposti, può dipendere da un eccessivo movimento delle braccia del paziente. Anche in questo caso bisogna operarsi di nuovo e sistemare la protesi.

C’è poi il rischio-rotazione, in questo caso la protesi anatomica (a forma di goccia) può appunto ruotare e cambiare addirittura forma al seno. In questo caso si può risolvere il problema con una manovra volta a sistemare la protesi, oppure tornare nuovamente sotto ai ferri. In alcuni casi c’è anche la rottura della protesi, dovuta ad un incidente d’auto o ad un trauma. In questi casi le aziende provvedono a sostituire la protesi rotta con un’altra oppure a rimborsare l’intervento per il reimpianto
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