Cancro, scoperto tumore su uno scheletro di una necropoli

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Necropoli malattia tumoreI tumori hanno accompagnato l’uomo fin dagli albori della sua storia, pertanto se ne ammalavano anche gli uomini delle epoche più antiche. A dimostrarlo è l’importante scoperta dei resti di un uomo in Sicilia.

Cancro: una malattia antica quanto l’uomo

Nella necropoli di Fiumefreddo, in contrada Pianotta di Catalabiano, risalente al periodo tardo-imperiale, sono stati scoperti resti di un uomo dell’età di 35-40 anni, vissuto tra il 420 e il 540 d.c. Dall’analisi del cranio è emersa una alterazione all’interno del seno frontale, che analizzata con moderni strumenti diagnostici specifici ha permesso, per la prima volta in paleopatologia, di scoprire la presenza di un osteoma osteoide, un tumore benigno molto raro, che finora non era mai stato rilevato nei tempi antichi.

Cosa dicono gli esperti

La scoperta si deve a un gruppo di ricercatori composto da Elena Varotto, bioarcheologa e antropologa forense (UniCT), Francesco Maria Galassi, medico e paleopatologo (Flinders University), Edoardo Tortorici, archeologo (UniCT), Maria Teresa Magro, archeologa (Soprintendenza BBCC, CT), Rodolfo Brancato, archeologo (UniCT), Lorenzo Memeo, anatomopatologo (IOM, Istituto Oncologico del Mediterraneo), Carmine Lubritto, fisico e responsabile del laboratorio di spettrometria di massa isotopica (Università della Campania Luigi Vanvitelli), con l’ausilio dell’equipe di Radiologia della Casa di cura Santa Lucia (SR). Elena Varotto, bioarcheologa e antropologa forense (UniCT), ha spiegato che: “L’analisi paleopatologica delle ricche collezioni bioarcheologiche siciliane darà un impulso fondamentale alla conoscenza delle malattie nel passato, spiegandone la loro evoluzione“. A farle eco, Francesco Maria Galassi, paleopatologo: “Si tratta di una scoperta eccezionale che arricchisce il corpus di nozioni paleo-oncologiche. A differenza di quanto si sente spesso ripetere, il cancro è una malattia antichissima e non il prodotto esclusivo della modernità”. Sempre Galassi ha annunciato che si tratta solo del punto di partenza di un progetto, il Sicily Paleopathology Project, che ha quale obiettivo di ricostruire l’evoluzione delle malattie che hanno interessato l’isola nel corso dei secoli, attraverso lo studio delle fonti storico-artistiche che spaziano dalla preistoria all’epoca moderna, e l’analisi su mummie e resti osteologici.

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