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Dieta vegana per bambina di un anno e mezzo che rischia la vita: genitori in tribunale

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Dieta vegana rischi
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Dieta vegana rischi

Una coppia vegana nutriva la figlia, una bambina di appena 19 mesi con una dieta vegana estrema. La piccola ha rischiato la vita.

Bimba: grave forma di denutrizione a causa di dieta vegana estrema

La stampa britannica ha riportato che la bambina ad appena un anno e mezzo pesava soltanto 4,9 chilogrammi. Il tribunale di Sidney invece ha ricostruito il regime dietetico quotidiano seguito dalla bambina a base di banane, avena, pane tostato e latte di riso. I genitori in tribunale hanno sostenuto che la bambina rifiutasse di mangiare alimenti quali il tofu, il riso e le patate. In ogni caso questo regime dietetico vegano, seguito per i primi mesi dell’anno anche dai genitori, risulta del tutto incompatibile per una bambina della sua età. A causa di questo regime dietetico alla bambina è stata riscontrata la carenza della vitamina B12, della vitamina A, del ferro, dello zinco, del calcio del fosfato e soprattutto della vitamina D che le avrebbe causato il rachitismo. Il tribunale sentirà i genitori in tribunale nell’udienza fissata per il prossimo 16 gennaio. La coppia ha anche altri due figli che stanno bene. Gli altri due figli invece sono sani. In ogni caso il tribunale ha deciso di dare in affidamento tutti e tre i figli della coppia.

La dieta vegana non è adatta ai bambini: ecco perché

La dieta vegana non è salutare in età pediatrica. E’ quanto espresso congiuntamente dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), Federazione medici pediatri (FIMP) e Federazione italiana medicina perinatale (SIMP) che hanno quindi bocciato la dieta vegana. In particolare il pediatra Claudio Maffeis dell’Università di Verona e referente della Società italiana di pediatria (SIP) ha commentato la vicenda relativa a una coppia che chiedeva pasti vegani per la figlia all’asilo nido, ma il Tar di Bolzano ha bocciato il ricorso degli stessi contro la dirigente scolastica. In questo senso così ha sottolineato Maffeis: “L’alimentazione onnivora è quella proposta dalla Società italiana di Nutrizione Umana come quella di riferimento, quella vegetariana può essere utilizzata (lattoovovegetariana) purché anche questa seguita bene, quella vegana resta sempre da integrare a tutte le età e comporta di seguire bene il bambino nel tempo e monitorarlo attentamente”. Ed in effetti già in occasione del XXIX Congresso Nazionale SIPPS che si è tenuto a Venezia nel settembre scorso intitolato “Diete vegetariane in gravidanza e in età evolutiva”, un gruppo di pediatri ha preso posizione in maniera netta contro le diete vegetariane e vegane durante la gravidanza o comunque nei primi anni di vita del bambino. In particolare i pediatri sostengono che diete di questo tipo non sono adatte ala crescita di un bambino sotto i 5 anni, in quanto escludono alimenti che contengono vitamine molto importanti proprio per la crescita dei bambini, quali ad esempio la vitamina B12, il calcio, lo zinco, la vitamina D, lo iodio, l’omega 3 e il ferro. Nel caso di gravi carenze di B12 possono svilupparsi anemia e denegerazioni del sistema nervoso. Un eccesso invece di alimenti contenenti omega-6 si assocerebbe invece al rischio di problemi di salute mentale. La carenza di ferro invece aumenterebbe il rischio di sviluppare la depressione o conunque di avere problemi d’umore. Inoltre è anche emerso che i vegetariani e i vegani che hanno seguito più a lungo questo tipo di dieta si sono rivelati maggiormente a rischio di depressione.

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