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Menopausa: cos’è il cerotto transdermico

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Cerotto
Immagine di repertorio

La menopausa rappresenta sicuramente un periodo nella vita di una donna, che soprattutto nei primi tempi, non è facile da gestire. Ed in effetti nei primi due o tre anni dopo l’inizio della menopausa, le donne iniziano ad accusare sintomi piuttosto fastidiosi, quali secchezza vaginale, dolore durante i rapporti col partner e un maggiore rischio di infezioni urinarie. Insomma si tratta di aspetti che possono avere un impatto negativo sulla qualità della vita. Nel lungo periodo invece c’è un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiovascolari ed osteoporosi. Queste conseguenze che derivano dal venir meno dell’effetto protettivo degli estrogeni. Tuttavia vi sono interessanti novità in materia.

Menopausa: a cosa serve il cerotto transdermico

Uno studio condotto da un team di ricercatori della Yale School of Medicine ha realizzato un cerotto transdermico che rilascia la somministrazione degli estrogeni. In particolare i ricercatori americani hanno posto a confronto la terapia ormonale sostitutiva che si assume per via orale con quella mediata dal cerotto transdermico. Ebbene il trattamento transdermico è risultato maggiormente efficace. Lo studio ha preso in esame 670 donne sane, in menopausa da non più di 3 anni, di età compresa tra 42 e 58 anni. Le donne hanno risposto a un questionario denominato Female Sexual Function Inventory (FSFI), che ha considerato aspetti quali lubrificazione, dolore, eccitazione e orgasmo. Le donne di età compresa tra i 42 e i 58 anni hanno seguito o una terapia a base di estradiolo per via transdermica o una terapia per via orale a base di estrogeni equini. Le partecipanti allo studio hanno poi risposto al questionario per far emergere le differenze e quindi la diversa efficacia dei trattamenti a cui sono state sottoposte. Lo studio è stato pubblicato su Jama.

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