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Apnee notturne, ne soffrono tanti italiani: cosa si rischia

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Sonno apnee notturne

Le apnee notturne rappresentano un problema che viene spesso sottostimato. In realtà si tratta di un disturbo, che se non opportunamente trattato, può incidere in maniera significativa sulla qualità della vita, oltre che comportare danni per la salute. in Italia ne soffrono circa 2 milioni di persone ma solo 300mila si sono rivolti al medico per seguire un trattamento. In questo senso è indicato l’utilizzo della Cpap, una mascherina che va indossata di notte e che fa sì che non si interrompa il respiro durante il riposo nottuno. Tre mesi di terapia si rivelano sufficienti per ridurre la pressione arteriosa. La ventilazione forzata con le mascherine è fondamentale per risolvere il disturbo ma se c’è un problema di sovrappeso è necessario intervenire prima su quello, in quanto queste apnee notturne dipendono dal grasso in eccesso sul collo che comprime le vie aree. L’apnea, uno dei più diffusi disturbi respiratori nel sonno, riguarda il 2% e il delle donne e il 4% degli uomini tra i 30 e i 60 anni. Nel caso in cui le apnee (ovvero l’interruzione del respiro per qualche secondo) siano ripetute, a lungo andare si può generare uno squilibrio del sistema neuro-vegetativo.

Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome),comporta delle pause nella respirazione durante il sonno, a acusa dell’ostruzione parziale o totale delle prime vie aere. L’interruzione temporanea della respirazione determina una diminuzione della concentrazione di ossigeno nel flusso sanguigno. Ne soffrono maggiormente le persone in sovrappeso o obese, chi ha ostruzioni delle prime vie aeree (a livello del naso, della bocca o della gola). Inoltre, si presenta più spesso più negli uomini che nelle donne (nelle donne è più frequente dopo la menopausa).

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