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Se questa è una madre: inietta sapone e candeggina nella sua bambina perché a lei non piaceva

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Mamma bambina
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Mamma bambina

Non sempre la maternità può considerarsi un dono, in particolare nel caso di questa donna si è rivelata qualcosa di raccapricciante. Veniamo ai fatti.  Eylul Miray, una bambina di appena 18 mesi, è stata ricoverata in ospedale a Instanbul, in Turchia. A portarla al pronto soccorso è il padre. I medici hanno quindi comninciato a sospettare che c’era qualcosa che non andava, così hanno informato la polizia. In un primo momento le indagini si concentrano sul padre, ma poi si scopre che invece ad aver fatto del male alla figlia è stata la madre Elif K.

La donna in un primo momento ha provato a discolparsi dalle accuse, ma poi ha ammesso di aver torturato la bambina già da quando aveva appena un mese. Durante il processo così ha riferito al pubblico ministero. “Non potevo e non riuscivo ad amare mia figlia, non sono mai riuscita ad attaccarmi a lei. Così ho deciso di torturarla, nella speranza che morisse!”
Ed ancora: “Da quando aveva un mese, ho messo candeggina e sapone liquido nelle orecchie, nel naso e nell’ombelico fino a farla sanguinare, ma mi sono resa conto che aveva deciso di sfidarmi e di farmi del male…..non è mai voluta morire!”.

Il primo a sospettare qualcosa è stato il padre che all’inizio pensava che la piccola si ammalasse spesso a causa di un sistema immunitario debole, ma poi si è reso conto che la bambina presentava dei tagli che la moglie giustificava dicendo che la piccola se li procurava da sola. In tribunale finalmente è arrivata la piena confessione di questi orrori perpetrati dalla donna: “Le ho iniettato candeggina e sapone liquido e l’ho tagliata con una lama di un rasoio sia sopra la testa, sopra gli occhi, le gambe, le braccia e il petto. Poi, quando era in ospedale, le ho iniettato del sapone liquido. Con una siringa ho messo il sapone nella flebo, affinchè andasse direttamente nelle vene. Nessuno si è mai accorto di nulla. Le ho anche iniettato la candeggina nelle vene, quando eravamo a casa….”. La donna è stata riconosciuta colpevole dal tribunale per cui passerà moltissimi anni in carcere. Al padre sono stati affidati tutti e tre i figli.

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