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Donna usa cotton fioc tutti i giorni: la scoperta terrificante dei medici

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Cotton Fioc inquinamento palstica

Utilizzava ogni giorno dei cotton fioc per la pulizia delle orecchie. Una donna di 37 anni, a causa di questa abitudine, da un po’ di tempo aveva cominciato ad avere problemi di udito accompagnati da qualche leggero dolore. La notizia è stata riportata da LiveScience. Stando a quanto si apprende, per risolvere questo problema la donna si è rivolta a un medico, che le ha dignosticato una otite e le ha prescritto una cura a base di antibiotici. La terapia non ha prodotto i risultati sperati ed anzi un giorno la donna nota che il cotton fioc utilizzato è impregnato di sangue. Sottoposta a una visita approfondita, si scopre che l’infezione batterica le stava divorando parte del cervello, dell’orecchio e del cranio. Per salvarla è stato necessario sottoporla a un intevento chirurgico che è durato 5 ore. Nel corso dell’operazione i medici hanno scoperto all’interno dell’orecchio diverse fibre di cotone, su cui per anni si erano accumulati diversi batteri che hanno divorato l’osso del cranio della paziente.

Un caso simile riportato sulla rivista medica The British Medical Journal è accaduto a un uomo inglese di 31 anni. Da circa 10 giorni in particolare accusava sintomi quali emicranie, vomito e nausea. Il 31enne spingendo troppo a fondo il cotton fioc all’interno dell’orecchio, ha sviluppato una otite esterna necrotizzante. Un disturbo di questo tipo normalmente può colpire le persone avanti con gli anni affette da diabete oppure chi presenta una compromissione del sistema immunitario. I medici sottoponendolo a tutti gli esami del caso, scoprono che a causare questa infezione è stata una porzione di cotton fioc che da anni gli era rimasta incastrata all’interno del condotto uditivo. Il cotton fioc a causa della vicinanza al cranio era riuscito perfino a produrgli degli ascessi al cervello. Una infezione di questo tipo generalmente è causata da un batterio molto pericoloso per la salute umana, ovvero lo Pseudomonas aeruginosa. Le condizioni del paziente ricoverato in ospedale sono in via di miglioramento.

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