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Molestati, cavalcati, sparati, impalati, chi ha ucciso quei delfini?

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Molestati, cavalcati, sparati, impalati, chi ha ucciso quei delfini? Ricompensa da 20mila dollari a chiunque sia in grado di fornire informazioni sulle tragiche morti di due mammiferi marini in Texas e  Florida.delfino-linguaggio

Molestati, cavalcati, sparati, impalati. Due delfini sulle spiagge del Texas e della Florida sono stati portati alla morte da dei bagnanti negli scorsi due mesi. La National Oceanic and Atmospheric Administration offre una ricompensa da 20mila dollari a chi sarà in grado di fornire informazioni volte a identificare i responsabili.

«Molestare gli animali spiaggiati provoca in loro stress e può essere pericoloso per le persone che interagiscono con loro. Inoltre è illegale». Così in un post su Facebook la Texas Marine Mammal Stranding Network in rapporto a un incidente avvenuto il 10 aprile in cui un delfino è morto.

Arenato a Quintana Beach, Texas, il mammifero è stato portato in mare da dei bagnanti, che hanno cercato di salire in groppa all’animale per cavalcarlo. «Il delfino si è nuovamente arenato ed è stato ulteriormente molestato da dei bagnanti», si legge nel post. «È morto prima che i soccorritori potessero arrivare sul posto». Prima di questo caso, nel mese di marzo, riporta AbcNews, un delfino era stato impalato con un oggetto simile a una lancia in Florida. La National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) spiegava allora che «sulla base della forma, delle dimensioni e delle caratteristiche della ferita, si sospetta che il delfino sia stato impalato mentre era ripiegato su se stesso, un comportamento innaturale per questo mammifero. Molto probabilmente gli era stato dato da mangiare, una cosa illegale».

Oggi la Noaa, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha annunciato che ricompenserà con 20mila dollari chiunque sia in grado di fornire informazioni sulla tragica morte del delfino occorsa il 10 aprile scorso e per qualsiasi informazione sull’animale, segnalato sulla spiaggia il 24 marzo e recuperato dalla Florida Fish and Wildlife Conservation Commission. In particolare sono richieste indicazioni utili all’identificazione, all’arresto o al perseguimento di coloro che sono coinvolti.

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