Loading...

Natale: giocare a tombola fa bene al cervello

0
396
Loading...
Loading...

Tombola Natale Giochi

A Natale è tempo di tombola e di altri giochi sociali che riuniscono parenti e amici attorno a un tavolo. Questo tradizionale gioco natalizio farebbe anche bene alla mente in quanto rafforzerebbe lo scambio di informazioni tra i neuroni potenziando l’intera rete neurale. La scoperta derivada uno studio condotto da un team di ricercatori tedeschi del Max Planck Institute di Berlino. Sebbene questi giochi non possono nulla contro un declino cognitivo già in atto potrebbero invece avere però un effetto preventivo.

Ma perché la tombola o altri giochi sociali fanno bene al nostro cervello? La tombola è benefica perché aiuta la concentrazione, che è fondamentale per una buona salute cognitiva, tanto più che al giorno oggi siamo abituati a questa civiltà dell’immagine dove tutto scorre sempre continuamente senza mai lasciare una traccia. L’interazione sociale in occasione della tombola quindi apporta dei benefici duraturi per il nostro cervello.

Il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana in particolare sottolinea come la tombola sia una sorta di palestra per il nostro cervello: “Anche la memoria, soprattutto quella a breve termine, chiamata ‘memoria di lavoro’, richiede un buon allenamento per poter ricordare i numeri mancanti e coglierli rapidamente quando vengono estratti“. E inoltre a proposito di concentrazione aggiunge sempre il presidente di Assomensana: “ha bisogno di restare attiva il più a lungo possibile, per circa 50 minuti, con una naturale inflessione dopo i primi 20-30 minuti. Tale abilità purtroppo tende ad essere annichilita dalla frammentarietà e dalla velocità del mondo moderno“.

Insomma la tombola sollecita la memoria verbale e quella visiva oltre che intrattenerci piacevolmente durante queste festività natalizie con amici e parenti. D’altronde chi si mantiene attivo socialmente preserva anche più a lungo le facoltà cognitive legate alla memoria, al ragionamento e al linguaggio, prevenendo le malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer.

Loading...
Loading...