
Due nuovi virus scoperti nei reni di pipistrelli in Cina preoccupano la comunità scientifica per il rischio di un possibile salto di specie. I virus, identificati da un team di ricercatori cinesi dell’Istituto per il Controllo delle Malattie Endemiche dello Yunnan, appartengono alla famiglia Henipa, la stessa dei letali virus Nipah e Hendra, noti per provocare gravi malattie respiratorie e infiammazioni cerebrali nell’uomo, con tassi di mortalità molto elevati.
Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS Pathogens, ha analizzato i reni di 142 pipistrelli appartenenti a 10 specie, raccolti in diverse aree dello Yunnan tra il 2018 e il 2022. Grazie al sequenziamento genetico, sono stati identificati 22 virus di cui ben 20 mai visti prima, insieme a nuovi batteri e un parassita anch’esso inedito.
Particolare allarme desta la scoperta di virus Henipa in pipistrelli della frutta, che vivono a stretto contatto con villaggi e frutteti. Poiché questi virus si trasmettono attraverso l’urina, si teme che il consumo di frutta contaminata possa rappresentare un pericoloso veicolo di infezione.
Oltre ai virus, gli scienziati hanno isolato anche un nuovo parassita, Klossiella yunnanensis, e due batteri abbondanti, tra cui una nuova specie: Flavobacterium yunnanensis.
“Questa scoperta amplia il nostro orizzonte sui rischi legati alle zoonosi e dimostra l’importanza di esaminare organi interni, come i reni, troppo spesso trascurati nella ricerca microbiologica”, concludono gli autori.
Il presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, sottolinea che questi risultati rafforzano l’idea che i pipistrelli siano serbatoi naturali di agenti patogeni potenzialmente pandemici e che occorra una sorveglianza globale più attenta, specialmente nelle aree di contatto tra fauna selvatica, animali da allevamento e popolazioni umane.









