Australia: coccodrilli nelle strade allagate. “Sono ovunque, non scendete in acqua”

0
57

L’Australia Settentrionale sta vivendo ore di puro terrore. Non è solo la furia dell’acqua a spaventare i residenti, ma ciò che l’alluvione ha portato con sé dalle profondità dei fiumi: oltre 100.000 coccodrilli affamati che ora nuotano indisturbati tra le case e le strade sommerse.

Un’invasione silenziosa nel Territorio del Nord

Le piogge torrenziali che hanno colpito la regione hanno trasformato i centri abitati in estensioni dei fiumi Katherine e Daly. Le autorità sono state categoriche: il pericolo non è solo l’annegamento, ma la predazione. Shaun Gill, vicedirettore operativo dei servizi di emergenza, ha lanciato un monito che gela il sangue: “I coccodrilli sono davvero ovunque. Per favore, non entrate in acqua”.

Il rischio è concreto è di finire travolti dalle strade trasformate in torrenti. I rettili, spinti fuori dai loro habitat naturali dalle esondazioni, cercano nuove zone di caccia in luoghi dove normalmente non dovrebbero trovarsi.

Katherine come nel 1998: l’alluvione peggiore degli ultimi 25 anni

I numeri dell’emergenza parlano chiaro:

  • Fiume Katherine: Ha raggiunto i 19,2 metri, il livello più alto dalle storiche e tragiche inondazioni del 1998.

  • Fiume Daly: Si prevede che superi i 15,3 metri entro la metà di marzo.

  • Evacuazioni: Oltre mille persone sono state portate in salvo con elicotteri e aerei dalle comunità più remote e isolate.

Le testimonianze dai social: “Nuotano lungo la strada”

Sui social media circolano video e racconti inquietanti. Una residente di Katherine ha descritto la scena surreale di un grosso esemplare che risaliva la via principale della città, muovendosi con la stessa naturalezza con cui lo farebbe in una palude. Come sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’innalzamento delle acque sta ridisegnando i confini tra civiltà e natura selvaggia.

Queste cronache australiane ci ricordano quanto sia fragile l’equilibrio quando la natura decide di riprendersi i suoi spazi, lasciandoci, nel vero senso della parola, alla mercé di forze (e mascelle) molto più potenti di noi.

In appendice all’articolo il link del video: