
Scattare un selfie in vacanza sembra un gesto innocuo, quasi automatico. Ma in alcune parti del mondo può trasformarsi in un problema serio, con conseguenze legali anche molto pesanti.
È il caso di Dubai, meta simbolo del lusso globale e paradiso degli influencer. Qui, però, dietro l’immagine patinata si nasconde una normativa tra le più severe al mondo in materia di fotografia.
Un semplice scatto davanti al Burj Khalifa, un video in piscina o una foto in un centro commerciale possono violare la legge se includono persone o proprietà private senza autorizzazione. Negli Emirati Arabi Uniti, infatti, la tutela della privacy e dei valori culturali è rigidissima: fotografare qualcuno – anche involontariamente sullo sfondo – può essere considerato un reato.
Il rischio non è simbolico. Le sanzioni possono arrivare a multe tra i 150.000 e i 500.000 dirham (fino a oltre 120.000 euro) e, nei casi più gravi, anche alla reclusione. Pubblicare poi queste immagini su piattaforme come Instagram o TikTok può aggravare ulteriormente la posizione.
Non è tutto. Sono vietati anche gli scatti a edifici governativi, installazioni militari, stazioni di polizia, moschee o proprietà private. Persino conservare immagini di altre persone senza consenso può essere considerato un illecito.
Eppure, il paradosso è evidente: Dubai attira creator e influencer da tutto il mondo grazie al suo stile di vita spettacolare, ma impone regole rigidissime proprio sulla produzione di contenuti.
Non solo Dubai: i selfie possono essere rischiosi in molti Paesi
Le restrizioni non riguardano solo gli Emirati. Sempre più destinazioni stanno introducendo limiti, per ragioni che vanno dalla sicurezza al rispetto culturale.
A Pamplona, durante la famosa Corsa dei Tori, i selfie tra la folla sono vietati: distrarsi può mettere in pericolo la vita. Non a caso, sono già state inflitte multe salate a chi ha provato a immortalare la corsa troppo da vicino.
A Mumbai, invece, esistono vere e proprie “no selfie zone”: aree interdette dopo una serie di incidenti mortali legati a scatti in situazioni estreme.
Limitazioni anche in Europa. Alla spiaggia di Garoupe, in Costa Azzurra, durante l’alta stagione i selfie sono stati vietati per restituire ai turisti un’esperienza più autentica, lontana dalla pressione dei social.
Negli Stati Uniti, stati come New York e California proibiscono i selfie con animali selvatici, mentre in Giappone i bastoni per selfie sono vietati in molte stazioni ferroviarie per motivi di sicurezza.
Infine, in Arabia Saudita, nelle città sacre come La Mecca e Medina fotografare è fortemente limitato, soprattutto durante il pellegrinaggio, per rispetto religioso.
Il consiglio: informarsi prima di partire
Quello che in Europa appare normale non lo è ovunque. Prima di scattare una foto o condividere un contenuto, è fondamentale conoscere le regole locali.
Informarsi sulle leggi del Paese che si visita non è solo prudenza: in molti casi è l’unico modo per evitare multe salatissime – o addirittura problemi penali – per un gesto apparentemente innocuo come un selfie.








