Luna colpita da un oggetto misterioso: “accade una volta ogni secolo”

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Un impatto violento, improvviso, quasi invisibile dalla Terra ma capace di lasciare una cicatrice gigantesca sulla superficie lunare. La NASA ha rivelato la scoperta di un nuovo e imponente cratere sulla Luna, definendolo un evento estremamente raro, destinato a verificarsi in media una sola volta ogni secolo.

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La scoperta è avvenuta grazie a una scansione di routine effettuata dalla Lunar Reconnaissance Orbiter Camera, lo strumento a bordo della sonda che da anni monitora la superficie del nostro satellite. Le immagini hanno rivelato una nuova formazione lunga circa 225 metri — equivalente a due campi da calcio affiancati — con una profondità media di circa 43 metri.

Un segno recente, netto, che racconta la violenza dell’impatto.

Secondo gli scienziati, il cratere si è formato in una zona di confine tra due paesaggi lunari profondamente diversi: da un lato gli altopiani antichi, fittamente craterizzati; dall’altro una vasta pianura liscia, un “mare lunare” generato miliardi di anni fa dalla solidificazione di enormi distese di lava. Proprio questa composizione mista avrebbe contribuito alla struttura ripida e ben definita del cratere.

A fornire ulteriori dettagli è stato lo scienziato planetario Mark Robinson, intervenuto durante il Lunar and Planetary Sciences Meeting in Texas. Attorno al cratere, spiegano i ricercatori, si estende una vasta coltre di detriti: rocce e polveri scagliate a centinaia di metri di distanza al momento dell’impatto.

Un dato colpisce più di tutti: un evento di queste dimensioni, secondo le stime, avviene mediamente ogni 139 anni. Una rarità assoluta.

Eppure, proprio questa scoperta riaccende anche le preoccupazioni. La Luna, a differenza della Terra, è priva di atmosfera: nulla può frenare o bruciare gli oggetti in arrivo. Quando un corpo celeste colpisce la superficie, l’energia liberata proietta frammenti a velocità impressionanti, fino a un chilometro al secondo.

Un rischio concreto in vista del ritorno dell’uomo sul nostro satellite.

Il tema è particolarmente attuale mentre la NASA porta avanti il programma Artemis II, che punta a riportare astronauti in orbita lunare. La missione, il cui lancio è previsto non prima del 1° aprile 2026, dovrebbe trasportare quattro astronauti in un viaggio di circa dieci giorni attorno alla Luna.

Gli esperti avvertono: le future basi lunari dovranno essere progettate per resistere a impatti di detriti ad altissima velocità. Non si tratta solo di esplorazione, ma di sopravvivenza in un ambiente ostile e imprevedibile.

Come sottolineato anche da Giovanni D’Agata, la sicurezza delle infrastrutture sarà una delle sfide cruciali per le missioni future.

Intanto, questo nuovo cratere resta lì, silenzioso, a ricordare una verità spesso dimenticata: lo spazio non è immobile. È un luogo dinamico, violento, dove anche un corpo apparentemente “morto” come la Luna continua a essere modellato da forze improvvise e devastanti.