Altavilla Irpina: l’antico fascino del borgo dei De Capua

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Corso Garibaldi, Altavilla Irpina

Situata su tre colli che dominano la Media Valle del Sabato, San Bernardino, Toro e San Felice, Altavilla Irpina non è solo un comune della provincia di Avellino, ma uno scrigno vivente di storia del Mezzogiorno. Il borgo, caratterizzato da una struttura urbana in pendenza, presenta ai visitatori un itinerario culturale che spazia dal Medioevo all’archeologia industriale del Novecento.

Altavilla Irpina, paesaggio

Il Palazzo comitale: i principi De Capua

Il cuore civile di Altavilla è rappresentato dall’imponente Palazzo Comitale, una struttura che ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, passando da fortezza difensiva a sontuosa residenza nobiliare.

  • La dinastia: Il palazzo è indissolubilmente legato alla famiglia De Capua, Principi di Riccia e Conti di Altavilla, che per secoli hanno governato questi territori. Tra le mura di questa reggia si sono decisi i destini di gran parte dell’Irpinia feudale.

  • L’architettura: Degno di nota è il cortile interno, testimone di fasti rinascimentali e barocchi. Il palazzo ha ospitato figure di spicco della nobiltà napoletana e fu teatro di una raffinata vita di corte. Oggi, il recupero degli ambienti interni permette di ammirare la stratificazione storica di un edificio che è stato il perno amministrativo e culturale del feudo.

Altavilla Irpina, paesaggio

Il martirio e la gloria: Sant’Alberico Crescitelli

La dimensione spirituale di Altavilla trova il suo apice nella figura di

  • La missione: Ordinato sacerdote a Roma, Crescitelli partì come missionario per la Cina (nella regione dello Shaanxi). Nel 1900, durante la Rivolta dei Boxer, fu barbaramente martirizzato per la sua fede.

  • Il museo e la devozione: La sua casa natale è oggi un museo che custodisce non solo le reliquie, ma anche lettere, paramenti e testimonianze dirette della sua opera evangelizzatrice. La sua canonizzazione, avvenuta nel 2000 ad opera di Papa Giovanni Paolo II, ha trasformato Altavilla in un centro di pellegrinaggio internazionale. La visita alla Collegiata di Santa Maria Assunta, dove si conservano le sue memorie, è un’esperienza che unisce l’arte sacra settecentesca alla devozione contemporanea.

Fontana del ‘600, Altavilla Irpina

La leggenda di San Bernardino

Si narra che un giorno San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca, provati dal lungo cammino, si trovarono a passare per Altavilla. Erano stanchi, affamati e cercavano ristoro. Giunti nei pressi della località nota come “le Ripe”, chiesero a una donna qualcosa da mangiare e da bere.

La donna, profondamente dispiaciuta, spiegò di non poter assecondare la loro richiesta: la povertà la affliggeva e la sua tavola, purtroppo, era del tutto vuota. San Bernardino, tuttavia, sorrise e la esortò a tornare comunque a casa. Con grande stupore, la donna vi trovò una tavola imbandita con abbondanza di cibi e bevande.

La notizia del miracolo si diffuse immediatamente in tutto il borgo e il popolo gridò al prodigio. Proseguendo il viaggio, i due santi giunsero a un ponte che, proprio in loro memoria, venne ribattezzato “Ponte dei Santi“. In quel luogo, Bernardino impartì una solenne benedizione ad Altavilla e ai suoi abitanti, pronunciando le celebri parole: “Altavilla tremerà, ma non cadrà!”.

In onore del Santo, ancora oggi nel mese di maggio si tiene una storica fiera che coinvolge l’intera comunità e richiama visitatori dai paesi limitrofi. È un’occasione imperdibile per scoprire e gustare le eccellenze del territorio, tra cui spicca il pregiato vino Greco di Tufo e i raffinati prodotti dell’artigianato locale.

Il Palio dell’anguria: storia di una regina e di un feudo

Ogni 18 agosto, Altavilla si ferma per rivivere il Palio dell’Anguria, una rievocazione storica che commemora un evento del 1394: il passaggio di Costanza di Chiaramonte, regina ripudiata di Napoli, che si rifugiò ad Altavilla dopo il matrimonio con il nobile Andrea De Capua.

  • Il Palio non è una semplice corsa. I cavalieri, che cavalcano “a pelo” i propri ronzini, devono trasportare un’anguria lungo un percorso in salita. La difficoltà sta nel consegnare il frutto integro alla fine della gara, a dimostrazione di equilibrio e perizia.

  • Il corteo storico: L’evento è preceduto da un corteo con centinaia di figuranti in abiti medievali, sbandieratori e musici, che trasformano le strade del borgo in un set cinematografico a cielo aperto.

L’oro dello zolfo: la miniera Di Marzo

Altavilla conserva una delle testimonianze più significative di archeologia industriale del Sud Italia: le miniere di zolfo.

  • Un primato industriale: scoperte nella seconda metà dell’Ottocento, le miniere (in particolare la Miniera Di Marzo) divennero uno dei complessi estrattivi più importanti d’Europa. Lo zolfo di Altavilla era celebre per la sua purezza e alimentava un’economia che trasformò i braccianti agricoli in operai specializzati.

  • Il Patrimonio sociale: Oggi non è più operativa, tuttavia rimane un simbolo storico e culturale, testimonianza di un meridione operoso a dispetto di una pubblicistica ancorata a visioni parziali e giudizi sommari.

Architettura sacra: la Collegiata dell’Assunta

Annnunciazione, Altavilla Irpina

Dominando la piazza principale, la Collegiata di Santa Maria Assunta rappresenta il principale luogo di culto e il fulcro artistico del borgo.

Edificata originariamente intorno alla metà del XVI secolo, fu quasi completamente rifatta tra il 1789 e il 1824, assumendo le attuali forme tardo-barocche.

    • Caratteristiche barocche: L’interno è a croce latina con tre navate, impreziosito da stucchi dorati, un altare maggiore in marmi policromi intarsiati e statue lignee ottocentesche.
    • Santuario di San Pellegrino: Dal 2003 la chiesa è santuario diocesano, meta di pellegrinaggio per la presenza delle reliquie di San Pellegrino Martire.
    • Facciata: La facciata è adornata da paraste e presenta tre portali in pietra, riflettendo lo stile barocco locale.

Tra Inferno e Paradiso: l’impegno di Alute

L’Alute Festival è una rassegna culturale ed enogastronomica che si tiene ad Altavilla Irpina. L’edizione dell’Alute Festival dedicata al tema della Divina Commedia si è svolta tra il 24 e il 26 ottobre 2025.

  • L’evento promosso dal Forum dei Giovani di Altavilla Irpina ha l’obiettivo di valorizzare il centro storico e le tradizioni locali attraverso la partecipazione giovanile.
  • Il centro storico è stato trasformato in un percorso simbolico suddiviso nelle tre cantiche dantesche:
    • Inferno: Caratterizzato da atmosfere notturne, dj set e performance cariche di energia presso il Palazzo Comitale.
    • Purgatorio: Dedicato a sonorità moderne e contemporanee, in un equilibrio tra innovazione e tradizione.
    • Paradiso: Animato da musica popolare, danze tradizionali (tamburelli) e un clima di festa conviviale.
  • Convegno Culturale: All’interno del festival è stato organizzato il convegno “Il Viaggio di Dante. Il cammino dell’uomo tra Inferno, Purgatorio e Paradiso”, un momento di riflessione civica e culturale sul significato del percorso umano ispirato all’opera del Sommo Poeta.
  • Curiosità: Ad Altavilla Irpina esiste anche un locale chiamato Divina Commedia, situato in Corso Garibaldi, che spesso ospita eventi musicali e sociali.
Sentiero, Altavilla Irpina

Citando l’ultimo verso dell’Inferno dantesco, l’iniziativa la si può leggere come un invito, rivolto al visitatore, a ripercorrere i sentieri della storia proiettati in una visione futura del borgo.

Elementi specifici dell’iniziativa

Nelle varie edizioni e appuntamenti legati a questo filone dantesco, l’iniziativa si è spesso articolata in:

  • Letture “site-specific”: recitazioni della Divina Commedia ambientate nei luoghi simbolo, come i resti delle miniere o gli scorci più suggestivi del borgo antico, creando un effetto scenico naturale potentissimo.

  • Dialogo tra le arti: Spesso i versi di Dante vengono accompagnati da musica dal vivo o installazioni artistiche, trasformando la parola scritta in un’esperienza multisensoriale.

  • Il valore civile: “A riveder le stelle” ad Altavilla ha anche un forte significato post-pandemico e post-industriale: è l’augurio di una comunità che, dopo aver attraversato momenti difficili, ritrova la strada verso il futuro.

La notte delle streghe

La “Notte delle Streghe“, curata dalla Pro Loco, trasforma il borgo irpino in un palcoscenico suggestivo fatto di danze popolari, giochi e sapori autentici. Durante l’evento, i visitatori possono immergersi in un’atmosfera magica e gustare i migliori prodotti enogastronomici della zona.

Il momento culminante della serata è l’elezione della Regina del Sabba, un rito che rievoca il fascino oscuro delle leggende legate alle streghe di Benevento e al celebre mito del Noce. Un appuntamento dove storia e folklore si intrecciano per far rivivere tradizioni secolari.

Guida al viaggiatore: come organizzare la visita

  • Periodo consigliato: agosto per il Palio dell’Anguria, ma la primavera e l’autunno sono ideali per godere dei percorsi di trekking verso i colli circostanti.

  • Curiosità: non dimenticate di assaggiare i prodotti tipici, tra cui il pregiato vino Greco di Tufo DOCG, prodotto nei vigneti che circondano il comune.

Questo articolo mira a suscitare una curiosità nel lettore, che magari poi vorrà visitare di persona questi luoghi. L’esperienza di questo viaggio ad Altavilla prosegue con una narrazione più letteraria e personale sulla newsletter E la nave va.