
Una famiglia dispersa in mare per sette giorni è stata ritrovata viva, dopo aver affrontato un’odissea tra onde alte fino a tre metri nel Pacifico occidentale.
Il salvataggio è avvenuto lunedì 6 aprile 2026, al termine di una vasta operazione di ricerca che ha coperto circa 26.000 chilometri quadrati di oceano.
La famiglia, composta da tre persone – due uomini e una donna – era partita il 30 marzo dall’isola di Fananu a bordo di una piccola imbarcazione di circa sette metri, diretta verso l’isola di Murillo per una breve traversata. Tuttavia, a causa di un guasto al motore, il viaggio si è trasformato in un incubo.
Non vedendoli arrivare a destinazione, le autorità micronesiane hanno lanciato l’allarme, coinvolgendo anche l’ambasciata statunitense. Le ricerche sono scattate ufficialmente il 5 aprile, con l’intervento della Guardia Costiera degli Stati Uniti.
All’operazione hanno preso parte diverse unità, tra cui la motovedetta USCGC Midgett e un aereo Hercules, impegnati a scandagliare un’area vastissima in condizioni meteo difficili.
La svolta è arrivata nella notte, quando l’equipaggio della USCGC Midgett è riuscito ad avvistare a vista la piccola imbarcazione alla deriva, circondata da mare agitato.
I tre naufraghi, rimasti per giorni senza possibilità di movimento in balia delle onde, sono stati recuperati e tratti in salvo. Le immagini diffuse sui social mostrano il momento del salvataggio, con l’imbarcazione isolata nel buio e il successivo trasporto in elicottero.
Nonostante la lunga deriva, tutti e tre sono stati soccorsi in condizioni di salute definite buone.
Dopo il recupero, sono stati trasferiti nello Stato di Chuuk, negli Stati Federati di Micronesia, in attesa di rientrare sull’isola di Fananu.








