Specie aliene nei boschi: l’avanzata dei funghi invasivi preoccupa anche l’Italia

0
15
Funghi

Funghi

Un fungo dal colore acceso, crescita rapidissima e capacità di diffusione fuori controllo sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Si tratta del Pleurotus citrinopileatus, noto come “fungo ostrica giallo limone”, una specie originaria dell’Asia che negli ultimi anni ha iniziato a espandersi ben oltre il suo habitat naturale.

Introdotto negli Stati Uniti nei primi anni 2000 per scopi alimentari, il fungo si è progressivamente diffuso in natura, mostrando una notevole capacità invasiva. Oggi la sua presenza è segnalata anche in Europa, inclusa l’Italia, oltre che in Paesi come Germania, Ungheria e Svizzera.

Un equilibrio fragile

Il problema principale non riguarda la tossicità — il fungo è infatti considerato commestibile — ma il suo impatto sugli ecosistemi. Il Pleurotus citrinopileatus cresce in colonie molto dense e rilascia nell’aria enormi quantità di spore, colonizzando rapidamente nuovi ambienti.

Secondo diversi studi, la sua presenza riduce significativamente la biodiversità fungina: gli alberi colonizzati ospitano fino alla metà delle specie normalmente presenti. Un dato che preoccupa gli esperti, perché i funghi svolgono un ruolo cruciale nei cicli naturali, dalla decomposizione del legno al riciclo dei nutrienti.

Alterare questo equilibrio può avere effetti a catena, tra cui un’accelerazione della decomposizione e un possibile aumento delle emissioni di anidride carbonica.

Specie aliene e cambiamento climatico

La diffusione di specie non autoctone è un fenomeno globale in crescita, favorito anche dall’aumento delle temperature. Climi più miti permettono infatti a organismi originari di altre aree del pianeta di adattarsi e proliferare in nuovi territori.

Non è un caso isolato. Il Favolaschia calocera, fungo di colore rosso-arancio originario del Madagascar, è ormai presente in diversi continenti, inclusa l’Europa. Anche l’Aureoboletus projectellus, noto come falso cappello rosso nordamericano, è stato recentemente individuato nella foresta di Białowieża, uno degli ecosistemi più antichi e protetti del continente.

L’allerta degli esperti

Organizzazioni come la Royal Horticultural Society classificano alcune di queste specie come altamente invasive e potenzialmente dannose per la biodiversità locale. Per questo motivo viene sconsigliata la coltivazione domestica di funghi non autoctoni, anche in ambienti controllati come giardini o balconi.

Gli esperti invitano inoltre alla prudenza: in caso di avvistamenti, è preferibile non manipolare gli esemplari e segnalarne la presenza alle autorità competenti o a enti specializzati.

Questo fenomeno in particolare si sta verificando in tutto il mondo, anche per effetto dei cambiamenti climatici. Le temperature più elevate facilitano la colonizzazione di nuovi habitat da parte di alcune specie. Un esempio lampante, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è il fungo Favolaschia calocera, di colore rosso-arancio. Originario del Madagascar tropicale, si è ormai diffuso in tutti e cinque i continenti, persino nel Dorset, nell’Inghilterra meridionale. Anche questo fungo è talvolta temuto come neomicete invasivo. La D.ssa Diana D’Agata, Veterinary Surgeon nel Regno Unito, raccomanda chiunque dovesse vedere uno di questi funghi in territorio italiano di non toccarli ma di inviare eventuali foto/video via WhatsApp al numero 3889411240 o attraverso il gruppo Facebook “Sportello dei Diritti”.