
Un caso estremo di violenza domestica ha sconvolto l’opinione pubblica: un uomo ha ucciso la propria madre arrivando a compiere atti di cannibalismo, sostenendo di essere “posseduto dal diavolo”. L’episodio sarebbe stato innescato da una banale richiesta quotidiana, degenerata in una reazione improvvisa e incontrollata.
Eric Leif Jordahl, 26 anni, ha assassinato la madre Rosalie “Rose” Johnson nella loro abitazione in Minnesota, negli Stati Uniti, durante la notte del 23 luglio 2020. La donna, funzionaria pubblica, è stata aggredita con estrema violenza: pugni, coltellate e morsi in quello che gli inquirenti hanno descritto come un attacco frenetico.
Il padre del giovane, rientrato a casa la mattina seguente, si è trovato di fronte a una scena scioccante: il figlio era in garage, coperto di sangue, e avrebbe confessato l’omicidio con parole deliranti. Secondo quanto riportato da Minnesota Star Tribune, avrebbe dichiarato: «Il diavolo è dentro di me e ho mangiato la mamma».
Le forze dell’ordine hanno poi scoperto resti del corpo della donna in più punti della casa, inclusa la cucina, dove era presente anche un coltello da macellaio. Tracce biologiche sono state rinvenute sugli abiti dell’uomo, mentre il corpo della vittima è stato localizzato nella camera da letto. Anche Daily Mail ha riportato i dettagli della scena, definita dagli investigatori come particolarmente raccapricciante.
Jordahl è stato riconosciuto colpevole di omicidio di primo grado, reato che negli Stati Uniti comporta automaticamente la condanna all’ergastolo. La difesa ha tentato di far valere l’incapacità mentale dell’imputato, sostenendo che fosse affetto da gravi disturbi psichici tali da comprometterne la responsabilità.
Vicende di questo tipo, pur nella loro eccezionalità, si inseriscono in un quadro più ampio di violenza intrafamiliare. Anche in Italia, secondo i dati raccolti da EURES e rilanciati da Giovanni D’Agata, una quota significativa degli omicidi volontari avviene proprio all’interno di relazioni familiari o affettive, spesso in contesti apparentemente ordinari ma attraversati da tensioni profonde e invisibili.









