
Un uomo di circa 70 anni, uscito per raccogliere funghi in una zona boschiva della prefettura di Iwate, nel nord del Giappone, è stato trovato morto dopo essere scomparso durante un’escursione. Secondo le autorità, i segni rinvenuti sul corpo sono compatibili con l’attacco di un orso.
L’uomo era stato dato per disperso dopo essersi addentrato nella foresta mercoledì. Le squadre di ricerca lo hanno successivamente individuato senza vita. Gli investigatori ritengono che il decesso sia stato causato dall’aggressione di un orso, ipotesi supportata dalle numerose ferite e dai profondi graffi riscontrati sul corpo.
«Un uomo sulla settantina, scomparso dopo essere entrato nel bosco per raccogliere funghi, è stato trovato morto. Riteniamo che possa essere stato attaccato da un orso, alla luce delle lesioni osservate», ha dichiarato un rappresentante della polizia locale.
Nello stesso giorno, sempre nella prefettura di Iwate, un altro uomo settantenne è stato trovato morto in circostanze analoghe. Pochi giorni dopo, nella prefettura di Nagano, nel Giappone centrale, è stato rinvenuto il corpo di un uomo di 78 anni che presentava numerose ferite e graffi.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento degli incontri tra uomini e orsi. Secondo il Ministero dell’Ambiente giapponese, tra aprile e settembre sono state oltre cento le persone rimaste ferite in attacchi attribuiti a questi animali.
Negli ultimi mesi si sono verificati diversi episodi insoliti. In una località della prefettura di Gunma, a nord di Tokyo, un orso è entrato in un supermercato ferendo due persone e provocando il panico tra clienti e dipendenti. Nella stessa area, nel 2024, un orso nero si era introdotto nell’abitazione di una coppia di anziani, causando gravi ferite a entrambi.
Gli esperti ritengono che diversi fattori possano aver contribuito all’aumento degli avvistamenti e delle aggressioni. Tra questi vi sarebbero la riduzione delle risorse alimentari naturali, gli effetti delle anomalie climatiche degli ultimi anni e la crescente disponibilità di carcasse di cervi lasciate nelle aree montane dopo le attività venatorie.
Secondo alcuni specialisti della fauna selvatica, la diminuzione del numero di cacciatori e operatori incaricati della gestione del territorio avrebbe inoltre reso più difficile il controllo della popolazione di orsi nelle zone rurali e montane.
Il tragico episodio di Iwate riaccende così il dibattito sulla sicurezza nelle aree boschive del Paese e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione per ridurre il rischio di incontri ravvicinati con i grandi mammiferi selvatici.









