
Shelba Catterton, 83 anni, affetta da demenza in fase avanzata, è morta dopo essere stata aggredita da uno sciame di formiche rosse mentre si trovava all’esterno della struttura in cui era ricoverata. Secondo la denuncia presentata dalla famiglia, l’anziana sarebbe stata morsa più di mille volte.
La famiglia di Shelba Catterton ha intentato una causa contro la casa di cura Harmony at West Ashley, a Charleston, contestando alla struttura gravi carenze nell’assistenza e nella sorveglianza della paziente.
Secondo quanto riportato nella denuncia, Catterton, a causa della demenza in fase avanzata, non era più in grado di parlare. L’anziana si sarebbe allontanata dalla struttura senza essere notata dopo che una dipendente avrebbe lasciato una porta aperta.
Una volta all’esterno, sarebbe stata raggiunta e aggredita da uno sciame di formiche rosse. Secondo gli atti della causa, gli insetti l’avrebbero morsa più di mille volte, sul viso, sul cuoio capelluto, sulla schiena, sulle braccia, sulle gambe e sul torace.
Le sue condizioni, inoltre, le avrebbero impedito di chiedere aiuto.
L’anziana sarebbe stata ritrovata soltanto diverse ore dopo. Una registrazione della chiamata ai servizi di emergenza riporta la drammatica descrizione fornita da un operatore della struttura: la donna era «piena di formiche» e presentava numerosi ponfi sul viso e sulla schiena.
Trasportata al Bon Secours Roper St. Francis Hospital, Catterton è stata ricoverata con diagnosi di ipotermia e polmonite, oltre a numerose lesioni cutanee provocate dai morsi delle formiche.
È rimasta in ospedale per otto giorni, durante i quali è stata sottoposta a trattamento con steroidi e antibiotici. La donna è morta il 7 agosto.
La famiglia ha quindi avviato un’azione legale nei confronti della struttura, contestando tra l’altro negligenza, omicidio colposo e violazione delle normative statali. Nella denuncia si sostiene che la casa di cura non avrebbe rispettato gli standard professionali di assistenza e trattamento richiesti per la paziente.
L’avvocato della famiglia, Nate Hagee, ha definito il caso il più grave episodio di maltrattamento di anziani che abbia incontrato nei suoi 25 anni di carriera.
La struttura, attraverso un proprio portavoce, ha espresso vicinanza alla famiglia, sottolineando che, trattandosi di una vicenda attualmente pendente davanti alla magistratura, non è possibile commentare i dettagli del caso.
«I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia e ai cari della signora Catterton», ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che la società si impegna a garantire agli ospiti «cura, compassione e rispetto».









