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Polanski, Natale amaro per il regista: il giudice gli nega il ritorno negli Stati Uniti

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Roman Polanski

Il regista Roman Polanski nel 1977 viene accusato di aver violentato una ragazza tredicenne. E’ solo l’inizio di una lunga e travagliata vicenda giudiziaria che si è trascinata fino ai giorni nostri ed ancora non vede terminato il suo iter. L’ultimo capitolo su questa annosa vicenda vede il rifiuto da parte di un giudice di Los Angeles di rivedere il dossier sul regista franco-polacco. Gli avvocati di Polanski avevano chiesto al giudice di archiviare la querela per stupro, richiesta che come detto, è stata respinta. La corte di Los Angeles ha rigettato quindi sostanzialmente la richiesta di archiviare le accuse nei suoi confronti. Da quel lontano 1977 il regista non ha più messo più piede sul suolo americano, se lo facesse verrebbe immediatamente incarcerato.

Questa la ricostruzione in breve della vicenda processuale: nel 1978 Polanski raggiunge un accordo con la pubblica accusa, tuttavia il regista poco dopo decide di abbandonare gli Stati Uniti. Polanski in quanto cittadino francese non può essere estradato negli Usa, tuttavia nel 2009 viene arrestato in Svizzera a seguito di un mandato di cattura internazionale emesso dai giudici di Los Angeles, per cui il regista passerà alcuni mesi agli arresti domiiliari.

La stessa Samantha Geimer, vittima del reato che viene imputato al regista, ha dichiarato pubblicamente di non nutrire più alcun risentimento nei suoi confronti. Tuttavia il giudice della corte di Los Angeles James Brandlin ritiene che le accuse non possono essere archiviate perché il regista si è sottratto alla legge da 37 anni.

Insomma la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il regista da più di 37 anni a tutt’oggi rimane difficile da dipanare. A questo link potete attingere informazioni relative alle opere e alla vita del regista Roman Polanski.

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