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Addio a Francesco Rosi: uno degli ultimi maestri del nostro cinema (Video YouTube)

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Francesco Rosi
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Francesco Rosi

Anche Francesco Rosi, uno degli ultimi maestri del cinema italiano, se ne è andato. Il regista napoletano è scomparso all’età di 92 anni sabato 10 gennaio 2015 a Roma. Francesco Rosi nasce a Napoli il 15 novembre del 1922, da una famiglia borghese: il padre era direttore di un’agenzia marittima. Fu inoltre compagno di liceo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Quella per il cinema fu proprio una vocazione che inizia a prendere forma nel 1946 prima come assistente di Ettore Giannini e poi nel 1948 come aiuto regista di Luchino Visconti per i film La terra trema e Senso. Il suo primo lungometraggio La Sfida risale al 1958. Tranne brevi parentesi con opere come Il momento della verità e C’era una volta (film di narrazione e invenzione), ha sempre indagato la realtà sociale, politica e culturale del nostro paese con sguardo lucido e attento. Tra i film che hanno riscosso maggiore successo ricordiamo Uomini contro del 1970 con Gian Maria Volonté, la pellicola si ispira al romanzo di Emilio Lussu Un anno sull’altopiano e Il caso Mattei del 1972 (Palma d’oro a Cannes) che trova come protagonista sempre Volonté. Nel film si racconta la vita di Enrico Mattei presidente dell’ENI, la cui morte avvenne in circostanze mai del tutto chiarite il 27 ottobre del 1962.

L’ultima fatica del regista napoletano è datata nel 1997 quando ha trasposto sul grande schermo il romanzo La Tregua di Primo Levi interpretato dall’attore americano John Turturro. Altre pellicole da ricordare: Salvatore Giuliano, Le mani sulla città (Leone d’oro a Venezia nel 1963) Uomini contro, Cadaveri eccellenti, Cronaca di una morte annunciata, Dimenticare Palermo. Nel 2012 riceve il Leone alla carriera.

Il suo può essere definito un cinema d’inchiesta sempre attento nell’analisi del potere e dei suoi meccanismi distorti, che ha raccontato magistralmente in molti dei suoi film, animato dalla appassionata ricerca di una verità in un paese capace di affossarla e insabbiarla nei modi più meschini. La cifra distintiva dei suoi film va rintracciata quindi nell’impegno civile, e nella denuncia coraggiosa e appassionata di tutti i soprusi del potere. Nelle sue opere il regista ha denunciato coraggiosamente tutte le storture di questo paese: il conformismo, l’opportunismo, le collusioni, gli interessi convergenti di Stato e Mafia, (basti proprio pensare alla recente inchiesta di Mafia Capitale), il crimine organizzato, la corruzione dilagante, tutti mali che continuano ad affliggere drammaticamente il Belpaese.

Lunedì mattina 12 gennaio a partire dalle 9 verrà ricordato nel corso di una cerimonia civile alla Casa del cinema di Roma. In appendice all’articolo vi lasciamo con un video YouTube per ricordare Francesco Rosi, uno degli ultimi grandi maestri del nostro cinema.

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