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Special Age: nasce a Roma il social network per gli anziani

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Si tende a fare un ritratto stereotipato della terza età, con gli anziani in panciolle per casa, in realtà l’anziano è una sorta di biblioteca vivente per la sua esperienza di vita, portatore di un patrimonio culturale che non deve andare disperso. In questo senso Special Age, il primo social network interamente dedicato alla terza età, mira a creare una rete solidale per gli anziani affinché non si sentano soli. Questo social network per la terza età nasce da una idea di Angela Musolesi, una sorella francescana, presidente-fondatore del progetto. Il sito in questione è www.specialage.it ed ha lo scopo non soltanto di aiutare la comunicazione tra gli anziani e i giovani di oggi, i nativi digitali, perché i primi mettano a disposizione dei secondi la loro esperienza ed i giovani invece insegnino loro l’uso delle tecnologie. In particolare in quest’ottica di valorizzazione del contributo che gli anziani sono ancora in grado di dare alla società, vi è la sezione del sito “Anziani per i giovani”, dove i “diversamente giovani” possono offrire ai ragazzi il loro contributo di vita insegnando qualcosa, ad esempio lavori di falegnameria o come si cucina una torta, tanto per dire. D’altronde così sottolinea la sorella francesca Angela: “Oggi in Italia, 35 milioni di utenti navigano su internet il 50,3% degli italiani sono iscritti a Facebook, di questi, l’11% sono anziani. Studi scientifici dimostrano che un’ora su internet e sui social aiuta a ridurre il deficit cognitivo e a migliorare le capacità mnemoniche degli over 65. In questo senso, abbiamo preso contatti con l’Istituto superiore di Sanità per dedicare una sezione della piattaforma ai cosiddetti ‘anziani fragili’ con difficoltà cognitive “.

 

Inoltre sebbene il progetto sia stato riconosciuto come Start Up innovativa dalla Camera di Commercio di Roma, servono altri investimenti per portarlo avanti, per cui Angela lancia un appello per ttrovare qualche finanziatore: “Il costo complessivo del progetto è di 50 mila euro. Io ho investito personalmente 15 mila euro. Siamo in attesa che qualche capital venture o angel o istituzione capisca la valenza del nostro progetto”.

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