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Salute: obesità più diffusa nei luoghi paradisiaci

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Obesità
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L’obesità che comporta molti rischi per la salute, non è più soltanto una patologia diffusa nei paesi con un alto sviluppo industriale, ma va sempre più diffondendosi anche nelle isole del pacifico, da sempre considerate dei veri e propri paradisi naturali. In particolare stando a una ricerca condotta dalla World Health Orghanization (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), la maggior prercentuale di obesità al mondo si riscontra nelle isole Cook, un arcipelago in Polinesia composto da ben 15 isolotti, ubicato ad est della Nuova Zelanda. Su 18mila abitanti che popolano le isole Cook, ben il 50% è risultato essere in una condizione assimilabile all’obesità. In seconda posizione tra le popolazioni che possono vantare questo primato certo non invidiabile relativo alle più alte percentuali di obesità, troviamo la Repubblica di Palau dove il 47,9% della popolazione è obesa. A seguire ancora troviamo la Repubblica di Nauru, che si trova in Oceania ed ha una popolazione di 10mila abitanti, ed il 45,6% degli abitanti risulta obeso. In effetti a contribuire a questa notevole presenza di persone obese nelle isole di Cook vi è in primo luogo l’alimentazione che si basa su cibi grassi, ma quel che è interessante notare è che queste popololazioni del Pacifico si sono dedicate per secoli all’allevamento e alla pesca, da cui traevano il sostentamento necessario e fino a quel momento non avevano alcun problema di peso. Nell’ottocento a seguito delle conquiste coloniali le popolazioni locali hanno iniziato a modificare il loro regime alimentare, privilegiando alimenti meno nutrienti.

 

Inoltre vi è anche un differente canone estetico a differenza dell’Occidente, secondo cui il grasso viene associato alla salute e quindi di riflesso alla bellezza. Insomma questi paradisi naturali rimangono tali agli occhi degli stranieri ma stanno diventando un incubo per coloro che vi abitano.

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