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App e siti per bambini, il Garante lancia l’allarme: “Privacy a rischio”

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La tanto decantata privacy, in nome della quale spesso si fanno leggi astruse e poco chiare, in realtà sembra essere solo una favola soprattutto se si naviga nel web. Il Garante per la protezione dei dati personali ha lanciato l’allarme sulla privacy, pubblicando i dati raccolti dal Global Privacy Enforcement Network (GPEN) nel mese di maggio in 28 paesi di tutto il mondo. Su 35 siti e app analizzati 21 sono stati bollati ad alto rischio per la privacy, e 8 di essi addirittura passeranno ad ulteriori indagini ispettive. In modo particolare la privacy dei bambini sembra essere particolarmente a rischio. In Italia sono stati analizzati 22 app e 13 siti relativi all’educazione, ai giochi online e dedicati ai canali televisivi di cartoni animati. Il quadro è piuttosto allarmante, la ricerca ha evidenziato: “poca trasparenza in merito alla raccolta, all’utilizzo dei dati personali e alle autorizzazioni richieste, presenza di pubblicità e rischi che i bambini vengano reindirizzati verso siti non controllati”.

 

Spesso e volentieri al momento della registrazione bisogna fornire i propri dati personali, l’indirizzo email, consentire l’accesso alle proprie foto e video sul pc o sul tablet. Inoltre molti siti raccolgono l’ip e richiedono la geolocalizzazione dell’utente. A mettere a rischio ulteriormente la privacy dei minori sono i banner pubblicitari, link che rinviano ad altri siti e la possibilità di acquistare direttamente online. Il Garante italiano potrebbe agire contro questi siti e applicare delle regole più ferree per tutelare la privacy del minore.

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