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La favola a lieto fine di Mohsen: dallo sgambetto in Ungheria alla panchina di una squadra spagnola

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Petra Laszlo
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Petra Laszlo

Ha commosso e indignato il mondo quella scena in cui Osama Abdul Mohsen, nel tentativo di varcare il confine ungherese, veniva sgambettato da una reporter cadendo a terra con il figlio di 7 anni in braccio. La reporter ungherese è stata licenziata in tronco, mentre Mohsen si rialzò e riuscì a scappare via. Adesso Mohsen si è rialzato anche metaforicamente e lo aspetta una nuova vita. Miguel Angel Galan, presidente della scuola allenatori spagnola, è rimasto colpito della sua storia e dopo averlo contattato in Germania, dove Mohsen aveva raggiunto un altro figlio, gli ha offerto un lavoro ed una casa. Il migrante in Siria, sua terra natale, era un allenatore anche di un certo prestigio: aveva allenato la squadra Al-Fotuwa nella prima serie. Ma poi la guerra, le bombe, la paura l’hanno costretto a scappare via e ora ha trovato una nuova vita in Spagna. Magari allenerà il Getafe, città dove andrà a vivere, ma la partita più importante Mohsen sembra ormai già averla vinta.

 

La moglie e gli altri due figli, che per il momento sono rimasti in Turchia, lo raggiungeranno molto presto nella sua casa in Spagna. Galan, che ha ridato una nuova vita a quest’uomo, racconta commosso: “I politici sia dell’Unione europea che dei governi nazionali dovrebbero prendere misure per accogliere i rifugiati. Dobbiamo aiutare queste persone. Si tratta di un’opera umanitaria”.

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