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Pillola anticoncezionale “difettosa”: 117 donne incinte, chiesto un maxi-risarcimento alle case farmaceutiche

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Un’incredibile storia viene da Philadelphia, negli Stati Uniti. A portarla alla luce è stato il Daily Mail, e riguarda un caso di 117 donne rimaste incinte a causa di una pillola anticoncezionale “difettosa”. Queste donne sono state quindi costrette a portare avanti una gravidanza indesiderata, e sono partite le richieste di maxi-risarcimento contro la casa farmaceutica. Tra il rimborso richiesto ci sono anche le rette da pagare in futuro per il college, il mantenimento necessario per i figli e lo stress. Molte di loro sono adolescenti e hanno dovuto abbandonare la scuola. Adesso la corte dovrà decidere se procedere con una causa come “class action”, oppure se verranno intraprese azioni legali in seguito a ciascuna denuncia. In ogni caso, se il giudice dovesse ritenere la causa farmaceutica responsabile, le somme da pagare saranno altissime. Tutto sarebbe nato a causa del blister sulla confezione, in cui l’ordine di assumere la pillola sarebbe stato stampato in modo sbagliato. La storia risale al 2011, ed il farmaco in questione è il “Qualitest Pharmaceuticals”.

 

Dopo averlo assunto molte donne sono rimaste incinte, perché la pillola anticoncezionale evidentemente ha effetto solo se presa nei modi e nei tempi giusti. In quell’anno furono ritirate ben 500mila confezioni, segno evidentemente che le pillole non erano affidabili. Gli avvocati Keith Bodoh e Steven Barba peroreranno la causa delle 117 mamme “inaspettate”, e la causa si annuncia lunghissima.

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